King Albert – Talkin' Blues

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Ancora un disco live postumo per il grande Albert King, questa volta la pubblicazione spetta alla Thirsty Ear Records . Le note di copertina dicono solo che il concerto si è svolto a Chicago in un non meglio precisato luogo il 10 febbraio 1978. Pure i nomi dei musicisti che accompagnano Re Albert è sconosciuto, insomma si tratta di una delle molte registrazioni “misteriose” che girano nel mondo del blues. Ma a dire il vero poco importa, sentire Albert King in quello che è il suo terreno preferito (il concerto dal vivo) è sempre una gioia per le orecchie, poco importa anche che la qualità dell’audio non sia certo il massimo (anche se è comunque in linea con i molti live di quel periodo e perfettamente ascoltabile). Albert King come gia detto il meglio di se lo dava dal vivo, per lui (come per tanti altri bluesmen dell’epoca) il disco in studio era solo un modo per poter fare nuovi concerti, cioè la tournè non era un modo per supportare il nuovo disco ma semmai il contrario! Dopo la sua morte, avvenuta nel 1992, sono stati pubblicati numerosi live di questo fenomenale bluesmen e molti altri sono stati rimasterizzati per ridare dignità a dei lavori davvero splendidi a cui spesso la qualità abbastanza approssimativa dell’audio non rendeva giustizia. Questo “Talkin blues” è composto da 11 tracce di cui 3 sono delle brevi interviste di pochi secondi e l’ultima è una più lunga chiacchierata con il re dello Dstax sound . Le 7canzoni che restano sono perlopiù dei superclassici del suo repertorio. Si parte con l’immortale “ Born Under a Bad Sign” e subito un brivido corre lungo la schiena, dalla sua Gibson Flying V rosso fuoco esce l’inconfondibile riff di questo storico brano e non si può non provare un minimo di tristezza nel pensare quanto grande fosse questo simpatico signore che suonava con la pipa in bocca; 5,30 minuti di classico Stax sound con la band a supportare in modo egregio il lavoro del leader. Dopo 35 anni questa canzone fa ancora venire i brividi il che è tutto dire. Dopo la prima mini intervista (durano tutte molto poco) è la volta di “The Very Thought of You” cantata alla grande e con un assolo breve ma splendido, un tocco di classe sopraffina .Si passa dunque a “Rub my back” brano in classico stile Stax con i numerosi fiati che reggono bene il gioco alla voce e alla chitarra di King che poi si scatena in un chilometrico doppio assolda lasciare senza fiato. Piccola pausa e nuova intervista poi Stax sound a manetta con 2 classicissimi: “I’ll Play the Blues for You” è suonata in maniera impeccabile con un grande lavoro dei fiati (peccato che si sappia il nome dei musicisti presenti perché sono tutti di indubbio valore), altro brano entrato di diritto nella storia, un vero esempio di come soul , blues e R&B mischiati in giuste dosi siano in grado di dare splendide emozioni ( certo con Albert a dirigere il gioco ovviamente). Ora è il turno di “Blues At Sunrise” introdotta da un breve dialogo in cui King ricorda il Fillmore West e alcuni dei suoi personaggi come Janis Joplin e Buddy Miles e poi via libera a Lucy ( questo è il nome della sua Gibson a V da non confondere con la Lucile di BB King) vera protagonista assoluta di questa canzone, uno degli storici cavalli da battagli Albert King immancabile in ogni suo concerto, versione molto bella anche se ce ne sono di migliori (ricordo quella in compagnia di SRV contenute in “In Session” o quella di “Live Wire Blues Power”). Ultima intervista e poi una cover di “(I Feel Like) Breaking Up Somebody’s Home” grande soul reso splendente dalla maestria chitarristica di Re Albert. Il concerto si chiude con gli oltre 11 minuti di “Please Come Back to Me”ed è una vera orgia di classe inimitabile e improvvisazione. L’ultima traccia del disco è una lunga intervista di circa 4 minuti.
Questo non è certamente il miglior live di Albert King ma sicuramente un disco dal vivo di grande valore, penalizzato dall’audio che presenta qualche imperfezione; In sostanza se non avete dischi live di Albert King prima di acquistare questo “Talkin’ Blues” ve ne consiglierei altri ma se siete degli innamorati di Re Albert come il sottoscritto non fatevelo scappare. In ogni caso sentire ancora una volta le magiche note della Gibson Flying V del più grande dei King è una emozione sempre splendida che ogni amante della vera musica non può non apprezzare.