Cocteau Twins – Treasure

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Ethereal pop.
Così furono definiti a suo tempo i Cocteau Twins, act scozzese che prese nome da un pezzo dei più noti connazionali Simple Minds, riuscendo anch’essi a ritagliarsi la propria fetta di notorietà. Ma cercare di dare etichette a gruppi come questo è un’approssimazione bella e buona.
L’ultimo album rilasciato come trio da Liz Fraser, Robin Guthrie e Simon Raymonde – che lascerà subito dopo in favore degli altri due, compagni anche nella vita – è considerato da molti la miglior produzione di questo gruppo, incluso da molti nel movimento post punk britannico, ispirato in parte alle sonorità goth di gruppi come i Dead Can Dance ma in parte anche al movimento neo – romantic.
Vuoi per le armoniose ed orecchiabili sonorità, vuoi per la superba e celestiale voce di Elizabeth (che anni dopo farà anche la fortuna dei Massive Attack cantando la struggente “Teardrop”), i Cocteau Twins diventano a breve un’autentica band di culto, grazie al deal ottenuto con la 4AD grazie ai “The Birthday Party”, il cui leader – un certo Nick Cave – seppe riconoscerne il talento.
I loro pezzi oscillano dalla pura, soave celestialità – “Ivo”, “Lorelei” o “Pandora” – a una certa carica accostabile al gothic rock di gruppi come Siuxsie and the Banshees, è il caso di “Persephone”, “Aloysius” o “Donimo”, canzoni sublimi che in ogni caso non rinunciano mai a una melodia capace di trasmettere un incredibile senso di pace, il vero obiettivo che i CT si impongono di raggiungere nei loro album. L’influenza darkwave, gli intermezzi acustici di Guthrie, Liz che coi suoi gorgheggi si ispira chiaramente allo stile vocale della divina Kate Bush si incrociano in maniera stupefacente, dando vita ad un album assai complesso ma la cui metodicità lo fa apparire semplicemente naturale, näif alle orecchie dell’ascoltatore, che non esiterà a lasciarsi ammaliare da queste sirene come un novello Ulisse. Il tempo in quest’album svanisce: i richiami medioevaleggianti, naturali e moderni lo cancellano, isolando completamente un ascoltatore che non può riuscire a resistere
Rilasciato nel 1984, “Treasure” non manca di colpire l’appassionato di atmosfere gothic: la freschezza e la bellezza delle canzoni, oltre alla produzione decisamente valida, lo fanno suonare come un album attualissimo. E le influenze dei Cocteau Twins su gruppi osannati come Faith and the Muse, Black tape for a blue girl o Lycia non potranno non essere notata dall’ascoltatore più attento.
Davvero un piccolo tesoro pieno di canzoni ammalianti, fatelo vostro e lasciatevi rapire dalle composizioni di questo magnifico trio.