Super Furry Animals – Phantom Power

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Cosa significa essere i Super Furry Animals nel 2003? Semplicemente rappresentare lo zoccolo duro di un genere come il pop psichedelico che oggi come mai sta vivendo una seconda giovinezza. Forse i Super Furry Animals sono coloro che incarnano al meglio l’essenza della psichedelica odierna, a tratti nelle loro composizioni si possono riscontrare suggestioni vicine alle sfumature acide di “Pet sounds”, o di “Magical mistery tour”. “Phantom Power” si candida quindi ad essere per chi scrive uno dei migliori dischi del 2003 nonché dell’intera discografia dei nostri. Stupisce per il senso equilibrato delle atmosfere che emerge in “Sex, war and robots”, autentico omaggio ai tempi che furono, o per il naturale incontro tra passato e presente in “Venus and Serena”, con le sue fuzz guitars che ricamano intorno alle piacevolissime voci di Gruff Rhys. La produzione è estremamente ben curata, ed è rivolta a ricreare le ambientazioni tipiche delle sonorità che hanno caratterizzato certi capolavori di metà anni 60 ed è in questo clima di riscoperta che le slide guitars di “Out of control” ci introducono e ci accompagnano in un viaggio cosmico senza fine, dove ariosi archi e cori suggestivi si perdono in orizzonti caleidoscopici . “City scape sky baby” è la ballata acida che non smette di girare nel mio lettore, tanta è la sua carica evocativa e il suo delicato candore. Si ritorna su ritmi più serrati in “Valet parking” e “Slow life” dove notiamo con immenso piacere anche un uso misurato di effetti elettronici che non guastano affatto e che anzi donano al contesto una nota adeguata di modernismo che smentirà chi dovesse riscontrare nei Super Furry Animals una eccessiva devozione verso i mostri sacri del passato.