Christian Death – Jesus points the bone at you?

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Anche “Jesus points the bone at you?” appartiene al ristretto gruppo di quelle raccolte di cui un fan di un gruppo non può fare a meno. I Christian Death, nel periodo immediatamente seguente la dipartita di Rozz Williams, rilasciarono diverso materiale su vari single ed EP in vinile, che viene qui raccolto per la prima volta su CD.
Si comincia con “Believers of the Unpure”, primo pezzo rilasciato da Valor dopo l’addio di Rozz, un pezzo dark dalle tinte seventies quasi alle soglie del prog, song che fu assai famosa e pubblicata a suo tempo proprio da una label italiana, la Contempo. È qui presente anche la b-side del single, l’inquietante e sinistra “After the rain”, uno dei pezzi migliori di quei Christian Death, stranamente mai finita su album.
Terza traccia è la celebre “Sick of Love”, cavallo di battaglia dell’album “The Scriptures”, affiancata da un’altra b-side che non avrebbe affatto sfigurato su quell’album, un pezzo sensuale e squisitamente rock, dotato di uno dei più bei riff mai sfornati da Valor.
Subito dopo troviamo “Church of no return” e la sua “endured version”, forse il migliore anthem in assoluto della band con un mirabile duetto di voci Valor-Gitane, ma uscito solo come single nonostante sia stato uno dei cavalli di battaglia della band nei suoi concerti. Lo stesso discorso si può fare con “What’s the Verdict” del 1988: qui la situazione è ancor più paradossale, visto che è stata la b-side di questo single – la nerissima e blasfema “This is Heresy” – a finire sul controverso, polemico ed offensivo “Sex and drugs and Jesus Christ”.
Le maligne “Zero Sex” e “The Nascent Virion”, due pezzi dedicati al virus HIV, – quest’ultima presente in una versione metal/industrial del 1991 – anch’esse si trovano qui disponibili per la prima volta su CD. Chiudono il tutto la romantica e decadente “We fall like love” e “I hate you” (quest’ultima un pezzo rockeggiante dal testo infantile cantato da Sevan Kand, il figlio di Valor e Gitane, sette anni all’epoca), comparse sul doppio album “All the love – all the hate”.
Come già fatto per la raccolta dei Sisters of Mercy, non posso che consigliare quest’album ai fan dei Christian Death e anche ai neofiti del dark, entrambi potranno trovare dei pezzi davvero storici e altrimenti irreperibili (salvo comparire un paio di loro in qualche vecchia edizione di alcuni loro album come ghost track) e farsi un’idea della scena dark dell’epoca.
Imprescindibile.