Änglagård – Buried Alive

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“Buried alive”, uscito postumo nel 1996, è un live contenente la performance degli Änglagård durante il festival “Progfest”, registrato al Variety Arts Centre di Los Angeles il 5 Novembre 1994. In questa magistrale esibizione sono contenuti brani dai due unici studio album della band, “Hybris” ed “Epilog”, ormai fuori catalogo da molto tempo.
Ma gli Änglagård riusciranno a trasmettere le stesse emozioni anche dal vivo, vista la complessità delle loro canzoni? Stupido io ad essermi posto questa domanda a suo tempo: questo live non ha proprio nulla da invidiare ai due studio album, le cui canzoni vengono al contrario arricchite da un atmosfera davvero intensa, di quelle che si respirano solo nei migliori concerti dal vivo. I mellotron e gli strumenti più folk come i flauti conferiscono qualcosa di semplicemente magico e la registrazione, che a primo acchito può forse suonare un po’ grezza, durante l’ascolto si fa apprezzare come una scelta ben precisa grazie alla quale la band è riuscita a catturare in maniera semplicemente perfetta le atmosfere di quello che deve proprio esser stato un concerto indimenticabile.
L’eterea “Jordrök”, la crimsoniana “Höstsejd” e poi ancora “Sista somrar” e “Kung bore”, e tutte le rimanenti gemme, aprono all’ascoltatore le porte del magico mondo delle lande scandinave grazie alla genialità della band, che recupera in chiave moderna le gloriose sinfonie progressive degli anni settanta, e alla sua incredibile abilità dal vivo, capace di ammutolire letteralmente gli entusiasmi di quel fortunatissimo pubblico, attento a non perdersi la minima nota e a reprimere i fin troppo facili entusiasmi che questa Musica può suscitare.
Credetemi, poche volte ho avuto la fortuna di ascoltare live album dal simile impatto emotivo, con artisti capaci letteralmente di rapire completamente l’ascoltatore: il mestiere di questi sei eccezionali musicisti e la poesia – sì, è proprio il caso di usare questa altisonante definizione – della loro musica sono uno spettacolo semplicemente impagabile, davanti al quale possiamo solo permetterci di tacere.
Come già detto, “Hybris” ed “Epilog” dovranno essere ristampati – e chissà che qualcuno della Musea si convinca finalmente a farlo – ma nel frattempo non lasciatevi scappare questo live, ancora reperibile con un po’ di pazienza: vi assicuro che si tratta di tutt’altro che di un ripiego.
Musica allo stato dell’Arte, se trovate “Buried Alive” in qualche negozio fondatevi su di esso senza timore!