DeVille, Willy – Live in Berlin

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Non voglio usare mezzi termini quando parlo di Willy DeVille, non lo si può fare quando si parla di un artista di questo calibro. Impossibile definirlo e restringerlo dentro ad un solo genere musicale, Willy è la miglior espressione vivente della musica dell’anima, ha una voce che definire sensazionale è ancora poco. Nella sua vita ne ha viste di tutti i colori questo eccentrico personaggio; Bandito dagli USA per il suo carattere non troppo facile si è rifugiato a Parigi per molti anni prima di far ritorno in patria. Ha vissuto a New Orleans, in Messico, nel Mississippi e da tutti questi posti è stato influenzato. Sa cantare alla grandissima il blues, il soul, il r&r, la musica latina, in qualsiasi cosa decida di cimentarsi lo fa in modo totale assorbendone lo spirito ed entrando in simbiosi con la musica stessa. Solo così si può spiegare il suo feeling con la musica dei grandi maestri americani. Sia che interpreti Robert Johnson o Dr. John invece che Elvis, Willy riesce a farlo in modo assolutamente sconvolgente. La sua voce è un qualcosa di veramente speciale, sa essere roca e spaventosa come il miglior Tom Waits così come sensuale e accattivante come Elvis.
Dicevo che non voglio usare mezzi termini per cui affermo in assoluta tranquillità che quello che mi accingo a descrivervi è uno dei dischi dal vivo più belli che io abbia mai sentito. Se dovessi dargli un voto in pagella il 10 sarebbe pieno. Non so se riuscirò a descrivervi come si deve la bellezza di questo doppio cd per un totale di 28 canzoni, quando ci si trova di fronte a un capolavoro solo l’ascolto può rendere bene l’idea delle sensazioni che si possono provare. Detto questo comunque intendo provarci e vi avverto non risparmierò i superlativi.
Fare un disco dal vivo acustico è sempre una impresa ardua, farlo in trio lo è ancora di più. E’ difficile perché con questa formula spesso si rischia di cadere nel banale e di annoiare il pubblico. Per riuscire a fare un bel live acustico bisogna essere dei grandissimi, avere classe da vendere e tanto mestiere oppure più semplicemente bisogna essere Willy DeVille.
Ad accompagnarlo in questo concerto ci sono Seth Farber al piano e David Keys al basso, il resto lo fa tutto Willy e la sua splendida voce che da sola vale più di un orchestra intera.
In questo disco egli esplora la musica che più ama, il blues su tutto ma anche il soul il r&r spulciando tra il suo vasto repertorio e tra grandi classici del passato. Questo album è un omaggio alla musica d’autore americana. Il piano (bravissimo Farber davvero un musicista coi fiocchi) snocciola un blues d’altri tempi e Willy canta le canzoni di Champion Jack Cupree ( uno dei massimi interpeti del piano blues) – “Junker’s Blues” – Mississippi Fred Mc Dowell – “Goin’ Over the Hill” ma anche Little Richard – “Keep a Knocking” e una favolosa versione di “Rambling on My Mind” di Robert Johnson dove il nostro fa vibrare la slide in modo sopraffino e soffia alla grande nell’armonica mentre la voce pare giungere direttamente da un fumoso juke point del sud. Tra le song presenti cito con piacere due canzoni che personalmente amo molto perché di due degli artisti che mi stanno particolarmente più a cuore; Parlo di “Carmelita” di Warren Zevon e “Billy the Kid” di Bob Dylan. Interpretazioni davvero da urlo che dimostrano il grande amore di DeVille per le sonorità latine (lui che è stato uno dei primi a sperimentarle nel rock prima che diventassero moda a tal proposito ascoltare la sua Hey Joe). Carmelita è davvero toccante nella sua esecuzione con un immancabile urlo messicano mentre “Billy the Kid” è a dir poco da pelle d’oca. Tra le sue canzoni troviamo la sempre straordinaria”Bamboo Road” così trascinante con quel suo ritmo vagamente cubano. Ci sono anche canzoni prese dal repertorio dei Mink DeVille come la fantastica “Steady Drivin’ Man” in una versione da incorniciare; Chitarra e armonica all’inizio poi entra la voce infernale di Willy che si lancia in un blues da cardiopalma. Grande prova vocale di Willy anche in “Big Blue Diamond” una canzone che sa molto di New Orleans. Impossibile citare tutte le meraviglie di questo disco, DeVille si lancia un viaggio dentro la musica americana, quella che più gli si addice bagnata dal whiskey e corrosa dal fumo. Lo fa con un trasporto e una partecipazione davvero straordinari, penso che la sua voce sia oggi la più sensazionale che ci sia in circolazione (solo Van Morrison e Springsteen possono competere con lui a mio avviso) nel rock, una voce che esce direttamente dall’anima per un disco vero, genuino ma anche sporco al punto giusto. Blues, soul, rock come raramente si può sentire, non fatevelo scappare questo è un capolavoro parola di BluesMaster!