Black Rebel Motorcycle Club – Take Them On, On Your Own

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Che gli White Stripes abbiano dato il “La” per la diffusione di certo rock ‘n’ roll viscerale e di chiaro rimando a certe suggestioni stoner rock settantiane è rimarcato dalla notevole mole di uscite che questo 2003 sta conoscendo in questo sempre più diffuso genere musicale. Adesso è il turno degli statunitensi Black Rebel Motorcycle Club, giunti alla seconda prova con questo “Take them on, on your own”. La formula è comunque, ma del resto non potrebbe essere altrimenti, sempre quella: rock and roll graffiante, genuino, adattissimo come sottofondo per le vostre uscite serali in sella di una fiammante Harley Davidson. Sin dai primi ascolti si nota però una maggior maturità nelle composizioni, rispetto a quelle dei sopravvalutatissimi e adolescenziali White Stripes, e soprattutto una maggior attenzione verso la produzione, veramente di grande, a tratti devastante, impatto sonoro. Per chi cercasse una definizione affrettata, direi che possiamo pensare a questi Black Rebel Motorcycle Club come ad una versione più matura e adulta dei White Stripes
Pertanto, eccovi una dozzina di composizioni senza compromessi o inutili ornamenti laccati: sudatissimo rock and roll, sporchissimi guitar – riffs spacca-ossa con tanto di wha wha tagliente, grooves basso batteria tiratissimi, il tutto all’insegna di un’orgia di passionale trasgressione e delirio. Durante l’ascolto di granitiche e buonissime songs come “Six Barrell Shotgun”, “Stop”, “Generation” sembra davvero di intravedere i tipici panorami texani, quelle interminabili lingue d’asfalto che squarciano il deserto, segno inequivocabile che l’intento evocativo del gruppo riesce in pieno. Non dispiacciono affatto alcune virate in territori psichedelici, come nella cadenzata e allucinata “In like the rose” caratterizzata da un buon lavoro chitarristico, fattore che contribuisce a rendere questo disco piacevolmente interressante e per certi versi sorprendetemente vario. Le suggestioni acustiche di “And I’m aching” e lo slow core di “Shade of blue”, sebbene non brillino di certo per originalità , consentono comunque di tirare un po’ il fiato in mezzo a tanta energia.
Un buon disco che diventa assolutamente valido se state cercando qualcosa di adrenalinico, sebbene niente di nuovo sia stato aggiunto a quanto scritto in passato. Ma sono sicuro che l’intento dei Black Rebel Motorcycle Club non sia affatto quello di scrivere pagine importanti o innovative nella storia del rock ‘n’ roll.