Fairport Convention – Unhalfbricking

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Se state cercando la più grande band di folk-rock elettrico forse la vostra ricerca è finita, i Fairport Convention se non sono stati i più grandi ci sono sicuramente andati molto vicino ad esserlo. Tra il 1968 il ’70 hanno tirato fuori ben 5 album di livello assoluto, passati tutti alla storia di questo affascinante e particolare genere musicale. Tra questo pokerissimo ho scelto Unhalfbricking perché, oltre ad essere quello che preferisco, con questo lavoro la band trova la sua formazione tipo. Con questo album esce di scena il vocalist Ian Matthews lasciando tutto il peso delle parti vocali all’ugola dorata di Sandy Danny, la scelta risulta vincente perché da omogeneità al lavoro esaltandone la matrice tipicamente folk. Inoltre con questo lavoro fa il suo ingresso in formazione il fenomenale violinista Dave Swarbrick (che si occupa anche della parti di mandolino) il quale da quel tocco di classe in più che forse era mancato nei due precedenti lavori.
Il disco si apre con “Genesis Hall” brano che diverrà uno dei , tanti, classici della band. La voce soave di Sandy vola alta nei cieli del folk con una delicatezza disarmante, la chitarra elettrica appena accennata dona al brano la giusta impronta rock ,senza intaccarne però lo spirito folk, mentre la sezione ritmica guida la melodia nell’incedere dell’irresistibile ritornello. I Fairport dimostrano una grande duttilità si trovano a loro agio con una grande qualità di suoni, anche diametralmente opposti, come dimostra “Si Tu Dois Partir” che è nientemeno che “If you gotta Go, go Now” di Bob Dylan riletta e rivisitata in chiave cajun, cantata in francese come la tradizione vuole. La splendida fisarmonica guida le danze mentre il magico violino di Swarbrick fa finalmente la sua comparsa ricamando bellissime melodie; il battito di mani sostituisce la sezione ritmica dandoci l’impressione di trovarci in una colorata festa nel cuore di New Orleans. Con la traccia successiva la band riprende il discorso del folk tradizionale britannico. “Danny” è infatti una suggestiva ballata dal sapore Irish, lenta, malinconica e tremendamente suggestiva; L’accoppiata tra la voce di Sandy e la chitarra di Lucas è da brividi. Si accennava prima come i Fairport Covention siano stati una band poliedrica, bene ascoltate i 12 minuti di “A Sailor’s Life”, provenienti dalla penna della seconda grande mente della band quel geniaccio di Richard Thompson, e ne avrete la conferma : Una lunghissima ballata dai tratti ipnotici, con marcate influenza psichedeliche,un viaggio ultraterreno guidati dalla voce della Danny che assume i connotati di una litania folk, immaginate la “the End” dei Doors cantata con la voce di Joan Baez (anche se su un registro un tantino più basso) e avrete una idea di cosa sia questa canzone. Una perla a cui solo l’ascolto può dare giustizia perché non ci son parole per descrivere la magia che trasmette. Dopo tanta suggestiva lentezza il disco si impenna nuovamente con il cajun-rock-blues di “Cajun Woman”: brano corto e tirato, il solito battito di mani il violino e una chittara elettrica di chiara matrice blues per una canzone veloce e divertente. Una sferzata di allegria prima di rituffarci nelle atmosfere lente a avvolgenti di “Who Knows Where the Time Goes?” ballata elettroacustica di quelle che andavano forte all’epoca. Per intenderci una canzone che starebbe a meraviglia in un disco di Joan Baez o di Joni Mitchell, se amate queste sonorità andate sul sicuro perché il brano non ha nulla da invidiare a quelli delle due icone sopraccitate.Le ultime due canzoni del disco sono ancora due composizione di Dylan: troviamo prima “Percy’s Song” una song in tipico folk USA acustico con una grande quantità di cori a sorreggere la sempre coinvolgente voce di Sandy. A chiudere il lavoro ci pensa “”Million Dollar Bash”, la versione dei Fairport ricalca bene quella originale di Bob con The Band (presente Su Basement Tapes) e a sorpresa alla voce solista di Sandy si aggiunge quella di Richard Thompson (che si propone anche in un talking che si alterna ai cori) riformando per un attimo il sound dei precedenti lavori. Da sottolineare lo splendido lavoro al mandolino di Swarbrick. Termina così in allegria un disco a dir poco favoloso, una miscela perfetta di sonorità folk di diverse estrazioni amalgamata alla perfezione. La forza dei Fairport Conevntion è sempre stata proprio questa, il saper interpretare alla grande qualsiasi forma di folk music personalizzandola con la loro passione per il rock: Se ancora non li conoscete non perdete tempo e precipitatevi ad acquistare questo album, sono certo che anche voi ve ne innamorerete alla follia come è successo a me a qualche altro milione di persone.