Angel Dust – Enlighten the Darkness

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Devo premettere che non sono un grande amante del power metal e forse alcuni di voi potrebbero non gradire questa mia recensione, ma ritengo che questo “Enlighten the Darkness” del 2000, terza fatica del combo tedesco per la Century Media, sia un album davvero molto valido e meritevole di essere conosciuto.
Ridurlo alla sola etichetta “power metal” mi sembra ingiusto, i cinque tedesconi miscelano con molto mestiere le melodie del citato genere a una potenza thrash a dir poco granitica, emuli dei mai troppo osannati compagni di label americani, i grandissimi Nevermore. L’album è oltretutto un concepì narrante la storia di un soldato che affronta gli orrori della guerra: l’unione di sonorità pesanti e momenti melodici è funzionale ad esprimere al meglio la concitazione e la rabbia del conflitto, oltre che i momenti di riflessione e poesia.
I quasi sei minuti dell’introduttiva “Let me live” sono un’autentica mazzata : le chitarre di Bernd Aufermann e il mastodontico drumming di Dirk Assmuth spazzano letteralmente via l’ascoltatore con un impatto a dir poco roccioso, mentree la magnifica voce di Dirk Thurisch conferisce il giusto apporto di melodia a una canzone che non mancherà di causare un pò di sano headbanging.
In “The one you are” il connubio potenza/melodia viene esaltato ancor di più dai synths di Steven Banx: qui alle parti “fuckin’ thrash” sono alternati classici momenti melodici in stile power, dando vita a un pezzo davvero godibile. La delicata “Enjoy!” si orienta principalmente verso soluzioni più lente e melodiche, mentre la quarta traccia “Fly away” risulta uno dei momenti migliori dell’intero album, un pezzo davvero struggente con un’intro di chitarra acustica e pianoforte in cui la voce di Dirk (davvero un grandissimo cantante) si alternano con riff micidiali fino all’esaltante ritornello «fly away to the other side…»; un’altra canzone che entra a buon titolo nei classici della band e che nei suoi 7 minuti riesce ad esaltare e commuovere l’ascoltatore allo stesso tempo. Dopo “Come to resistance”, pezzo tutto sommato valido ma nel complesso qualitativamente inferiore, arriviamo a un fantastico intermezzo acustico, la nostalgica, dolcissima “Beneath the silence”. Il momento melodico prosegue anche in “Still I’m bleeding”, con le tastiere di Steven e ancora l’ottima voce di Dirk – non mi stancherò mai di tesserne le lodi – capaci di mettere letteralmente i brividi.
Ma adesso signori un pò di silenzio, prego, poiché è il turno del miglior momento in assoluto dell’intero album, la superba “I need you”, in cui tutti i membri della band tirano fuori il loro meglio regalandoci grandissime emozioni ad ogni acuto di Dirk. Una canzone semplicemente perfetta, l’ideale per trascinare le folle in sede live.
L’album si conclude con tre pezzi tutti imperniati sulla melodia, “First in line”, “Cross of Hatred” e “Oceans of tomorrow” a costruire una validissima outro che esprime la definitiva sconfitta dell’oscurità del titolo, anche se con qualche rimpianto.
Trovo questo “Enlighten the Darkness” un album di assoluto rilievo, perfettamente realizzato come concept, scelta di sonorità – mai fuori posto – e soprattutto un applauso a questi bravissimi tedeschi, che dal loro ritorno sono stati capaci di mettersi in mostra come le migliori leve di un genere che, personalmente, trovo spesso ripetitivo. Qui al contrario, sono tante le occasioni per esaltarsi e restare commossi, se dovessi scegliere un aggettivo per sintetizzare quest’opera la mia scelta sarebbe “emozionante”.
Fortemente raccomandato a tutti gli amanti del metal melodico.