London after Midnight – Oddities EP

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

“Oddities” del lontano 1998 è l’ultima release al giorno d’oggi degli ottimi London After Midnight, che da allora hanno alternato notizie e smentite concernenti le loro nuove release, ossia l’EP “Oddities 2” e il nuovo full length “Violent acts of beauty”, secondi nel loro piccolo solo a “Chinese Democracy” in fatto di rinvii.
Questo maxi EP che vi sto per recensire è un disco davvero interessante, in quanto vi troviamo pezzi inediti, live e alcuni acustici che dimostrano l’ottima resa della band in sede live. Ad aprire “Oddities” è un pezzo natalizio, la romantica “The Christmas Song” in cui il vampiro Sean Brennan si supera alle vocals trasmettendo un’infinita dolcezza. Ma non c’è di che preoccuparsi, in primo luogo perché il pezzo è davvero meraviglioso e in secondo perché col secondo inedito ritroviamo i cari vecchi LAM, lugubri e inquietanti: “Let me break you” sembra all’inizio riprendere le atmosfere del pezzo precedente per poi proiettarci in un incubo gotico sensuale e inquietante.
Dopo questi due inediti inizia lo show live, registrato principalmente in Germania, il paese europeo dove i nostri sono maggiormente apprezzati: apre la strumentale “Sprinter” a mò di introduzione e inizia un ottimo spettacolo acustico con tre classici amatissimi dal pubblico, “Your best nightmare”, “Shatter” e “Claire’s horrors”. È inizialmente strano sentire questi pezzi in versione acustica, ma i LAM riescono a regalarci un’interpretazione letteralmente mozzafiato grazie all’intensità che quest’esecuzione ha loro conferito.
“Atmosphere” è una semplice introduzione per i seguenti pezzi live, la nerissima e nichilista “A letter to God”, registrata in Germania, e il capolavoro “Sacrifice”, forse il pezzo più famoso della band, capolavoro assoluto del gothic romantico.
“Sally’s song” è una canzone insolita: essa è infatti tratta dalla colonna sonora di quel capolavoro di Tim Burton chiamato “Nightmare before Christmas” e Sean gioca ancora una volta il ruolo dell’ambiguo interpretando uno dei pezzi più dolci della… fidanzata di Jack Skellington! Chiudono l’album tre pezzi registrati in studio, le valide “Demon” e “Untitled” ma soprattutto il capolavoro “The Spider and the Fly” in una versione acustica semplicemente fenomenale che esalta la dolcezza dark di questa intrigante e ambigua song. Chiude l’album una ghost track natalizia senza titolo (traccia 72), poiché nella sua prima edizione l’album uscì per la label tedesca “Apocalyptic Vision” proprio come strenna natalizia.
Un EP che è praticamente un album vero e proprio… personalmente non posso che consigliare “Oddities”, una release validissima capace di conferire una panoramica completa sulla breve ma allo stesso tempo ottima discografia dei London after Midnight, oltre che un’ottima occasione per poter apprezzare l’effettiva bravura di questa band in sede live.
Gli unici dubbi sono come al solito sulla reperibilità delle uscite della band di Brennan. Nel caso, potreste comunque ripiegare sui due full length “Selected scenes from the end of the world” e “Psycho magnet”, recentemente ristampati dalla Trisol, succursale della Apocalyptic Visions, con tanto di succulente bonus tracks!
In ogni caso si tratta di un must per gli appassionati di sonorità dark legate ai Sisters of Mercy e agli altri grandi act degli anni ’80.