Sodastream – A Minor Revival

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

Non nascondo che il folk malinconico di bands come Red House painters o Mojave 3 rappresentino al momento la mia personale passione principale in materia di ascolti di artisti contemporanei. I Sodastream non si discostano tanto dagli scenari fornitici da queste due grandissime bands, anzi ne calcano, in modo comunque personale, lo spirito gentile ed intimista. Giunti al fatidico terzo disco, il duo australiano composto da Karl Smith, voce e chitarra, e Pet Cohen, contrabbasso e seconda voce, ci confeziona un autentico gioiellino di folk rock ballads che arriva subito al cuore. Tanta chitarra acustica, ritmiche essenziali, una voce sussurrante, e melodie semplici ma di una grazia e efficacia davvero straordinaria: questi gli ingredienti fondamentali. “Out” apre il disco, una ballad ben riuscita che lascia il posto alla più frizzante “Blinky” che presenta alcuni e azzeccatissimi interventi di Rob Carter alla tromba. Momenti di maggiore intensità si avvertono in brani come “Horses”, e “Constant Ships” dove la proposta si fa parzialmente più colta e ricercata nelle melodie e nelle strutture delle songs. Per il resto i Sodastream ci cullano delicatamente tra rimandi al Nick Drake di “Five Leaves left” e in qualche caso al Bob Dylan di “Desire”. In un momento di uscite discografiche urlanti e rumorose, il disco dei Sodastream arriva a soddisfare la parte più sensibile e romantica di noi stessi, dove il pacato incedere delle canzoni sono sbiaditi ricordi, flebili speranze, nient’altro che attesa alla finestra di uno scomodo e piovoso pomeriggio d’autunno. Opportuni.