Springsteen, Bruce – The Essential Bruce Springsteen

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Il 2003 segna il trentesimo anno di attività musicale per Bruce Springsteen; per celebrare questo anniversario la Columbia pubblica questo “The Essential”, un triplo cd per ripercorrere la carriera del Boss partendo dall’esordio di “Greetings From Asbury Park NJ” fino al recente “The Rising”. E’ bene ricordare che la serie “the Essential” è diversa da un normale greatest hits. Questi album non si ripromettono di assemblare una serie di successi dell’artista in questione ma di riproporre le canzoni che più di altre hanno rappresentato la carriera del protagonista di turno. Questo triplo cd è composto da due dischetti in cui sono contenuti 30 brani presi dai 14 album ufficiali di Springsteen (compreso il doppio “live in New York City”e il greatest hits del 95) e da un terzo bonus cd in cui sono racchiuse 12 canzoni non incluse negli album ufficiali e alcuni inediti. Sono qui presenti anche i brani che il Boss ha composto per colonne sonore o per album tributo. Ma partiamo con l’analizzare i primi due cd: Da ogni album della discografia springsteeniana vengono estratti 2\3 pezzi: in questi casi ognuno di noi ha sempre i suoi preferiti ma sostanzialmente mi trovo d’accordo con le scelte fatte dalla Columbia. Da “Greetings FromAsbury Park NJ” troviamo “Blinded by The Light”, “For You” e “Spirit in The Night”: nulla da ridire a riguardo , sono 3 brani splendidi riproposti anche di recente dal vivo per la gioia di noi vecchi fan del Boss. Stesso discorso per i due estratti da “The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle” cioè “4th of July, Asbury Park (Sandy)” e “Rosalita” quest’ultima incredibilmente esclusa dal greatest hits del ’95. Rosalita è uno dei brani simbolo di Springsteen e i fortunati che erano presenti assieme al sottoscritto al concerto di S. Siro del giugno scorso sanno bene quanto il popolo del Boss ami questo pezzo. Per il secondo brano si poteva anche optare per “The E Street Shuffle” o “New York City Serenade” ma comunque la scelta di “4th of July..” rimane azzeccata. Per quanto riguarda Born To Run invece il discorso cambia: Scontato mettere la title track e “Thunder Road” ma personalmente invece di “Jungleland” (che rimane una song grandiosa) avrei scelto senza esitazioni “Tenth Avenue Freeze-Out”. Non tanto perché sia più bella, che è opinabile, ma perché a mio avviso questa song rappresenta alla perfezione il sound della E Street Band anni 70: quel misto di r&b , soul e rock che ha incendiato per 30 anni i palchi di tutto il mondo e “Tenth Aveneu..” è stata quasi sempre fissa in scaletta anzi nel tour di “tracks” era uno dei brani centrali, quello in cui Bruce presentava la band sfruttando la strofa “when the ch’ange was made uptown, and the Big Man joined the band..” per presentare Clarence Clemons. Insomma tutto questo per dire che la scelta di escludere questo brano mi sembra davvero assurda. Andiamo avanti: Da Darkness viene presa la title track, “Badlands” e “The Promise Land”: nulla da obbiettare. Da The River invece vengono stranamente prese solo due songs cioè la title track e “Hungry Heart”: nulla da eccepire per entrambe ma visto che si trattava di un doppio a mio avviso bisognava inserirne almeno una terza; magari uno di quei r&r ultraadrenalinici di cui il disco era infarcito come “Sherry Darling” o “Out in the Street”. Nebraska è rappresentato da “Atlantic City” e dalla song omonima: splendide entrambe ma “Johnny 99” non doveva essere esclusa per nessun motivo al mondo secondo me. Per Born in The USA invece si è optato per la title track, “Glory Days “ e “Dancing in the Dark”. Anche in questo caso avrei fatto scelte diverse: d’accordissimo su “Born in The USA” che rimane una delle canzoni più mal interpretate della storia, soprattutto da noi in Italia: Si tratta di una invettiva contro l’America che è incredibilmente stata fatta passare per una sorta di secondo inno americano da tutti quelli, e sono tanti, che hanno sempre avuto in antipatia Bruce: Basta leggere il testo per capire quanto questa canzone sia critica nei confronti degli Stati Uniti, la prima strofa recita:”Nato in una città di morti, il primo calcio che ho preso è stato quando ho toccato terra: Finisci come un cane che è stato malmenato troppo a lungo, fino a che non passi metà della tua vita a cercare un rifugio. Sono nato negli USA”. Mi sembra abbastanza chiaro… per le altre due io forse ne avrei esclusa una a scelta per metterci “Downbound Train” o “Working on the Highway” perché entrambe rappresentano bene il mondo di Bruce, quel mondo fatto di gente comune, con una vita comune. Concordo totalmente invece per le scelte dei brani di “Tunnel of Love” che sono la song omonima e “Brilliant Disguise”. Molti si sono lamentanti per l’esclusione di “Spare Parts” ma io la trovo una scelta logica: Premesso che per me resta la song migliore di tutto il disco bisogna ammettere che era anche abbastanza fuori posto, mi spiego meglio: Si tratta di una rock song tiratissima e molto potente, quasi hard, sulla scia di “War”, mentre tutto l’album era un concentrato di ballate che segnavano il nuovo corso artistico di Bruce segnato dal matrimonio con Patty, dalla paternità e dall’imminente separazione dalla E Street Band: per questo trovo che la scelta sia condivisibile, considerata sempre la logica con cui è composto il disco. La stessa logica che porta a escludere “Better Days” dagli estratti di “Human Touch “ e Lucky Town” (da cui vengono prese le due title track e “Living Proof”). Questa era l’unica grande canzone presente in due dischi mediocri, per cui anche in questo caso fuori posto perché non rappresenta adeguatamente il momento dell’artista. “Street of Philadelphia” rappresenta il gia citato “Greatest hits” del 95, il quale conteneva 4 inediti, mentre trovo sbagliato includere solo la title track da “the Gost of Tom Joad”. “The Rising”, “Mary’s Place” e “Lonesome Day” sono estratti dall’ultima fatica di Springsteen e mi trovo sostanzialmente d’accordo anche se forse al posto di quest’ultima avrei messo “Waitin’ on a Sunny Day” oppure una delle tante splendide ballate come “Into The Fire” o ancora meglio “Empty Sky” che a mio giudizio è uno dei brani più belli che Bruce abbia scritto dai tempi di The River. I primi due cd si chiudono con “American Skin (41 shots)” e “Land Of Hope and Dreams” presi da “live in New York City”: Ok erano gli unici due inediti ma io avrei sacrificato la seconda per far posto alla terremotante versione elettrica di “Youngstown”. Concludo l’analisi dei primi due dischetti con un piccolo appunto: sono stati inclusi brani anche dal Greatest Hits ma nulla da Tracks il che mi suona davvero strano: eppure il cofanetto , ma anche la versione a cd singolo, era zeppo di grandissime canzoni su tutte “My Love Will Not Let You Down”. Mistero.
Veniamo ora al bonus disc: Come gia detto si tratta di 12 canzoni provenienti da colonne sonore, album tributo, b side e qualche inedito: Si parte con “From Small Things (Big Things One Day Come)” si tratta di una canzone che Bruce scrisse per Dave Edmunds: Questa versione inedita è stata registrata a New York nel 1979 ed è una song dalla chiara impronta rockabilly: tempo veloce, piano honky tonk in sottofondo chitarre malandrine e un grandissimo tiro: Ricorda alcune cose di “The River” infatti il periodo è più o meno lo stesso, ottima. “The Big Payback” è simile: in questo caso è una registrazione casalinga che segue le session di Nebraska: Bruce la esegue in solitudine con chitarra e armonica, potremmo definirla una Johnny 99 più ritmata: Molto piacevole, è sempre una gioia ascoltare il Boss eseguire una canzone del suo amato rock anni 50. “Held Up Without a Gun” è dal vivo e pure lei risale al 1980: Si tratta di un fulminante rock & roll di poco più di un minuto davvero esplosivo, quasi una versione punk rock della E Street Band: La successiva “Trapped” è nota ai fans di Springsteen; essa è infatti la canzone che Bruce registrò per “ We Are The World” il disco benefico che spopolò negli anni ’80. La successiva “None But the Brave” è una outake di “Born in The USA” la cui melodia richiama molto quella di Bobby Jean: Altra grande canzone con quell’accattivante atmosfera tra il malinconico e lo speranzoso, tipica delle ballads presenti nel suddetto album, arricchita da uno splendido assolo di chitarra nella parte centrale e dal solito grande sax di Big Man in chiusura. Splendida davvero. “Missing” è stata scritta per la soundtrack di “Tre Giorni Per La Verità” un film con Sean Penn e Jack Nicholson. Si tratta di un brano anomalo per Bruce che ricorda molto “World Aparts” (da The Rising) per le influenze di musica etnica. “Lift Me Up” è anch’essa tratta da una soundtrack, per la precisione era presente in Limbo, film di John Sayles. Altra canzone insolita cantata da Bruce in falsetto mentre l’arrangiamento di archi ricorda quello di “Secret Garden”. Si prosegue con uno dei brani migliori di questo bonus disc l’incendiaria versione di “Viva Las Vegas”: Alla batteria troviamo il grande Jeff Porcaro: Grande, grandissima canzone, Bruce omaggia a meraviglia lo spirito di Elvis con una prestazione straordinaria. “Country Fair” fa parte anch’essa delle session di Nebraska. Bellissima ballata tra folk e country intrisa dello spirito del bellissimo album acustico da cui proviene. Di tutt’altra pasta è invece l’inedita “Code Of Silente” registrata dal vivo a NY nel 99. Siamo dalle parti Murder Incorporated e di Spare Parts per intenderci, una rock song dura, sanguigna e graffiante con Max che pesta alla grande e le chitarre infuocate a fare da apripista al terremotate sax di Clarence. Quando la E Street si mette a macinare rock non ha rivali e qui lo dimostra ancora una volta! La seguente “Dead Man Walkin’ “ è la colonna sonora dell’omonimo film di Tim Robbins, una ballata acustica di grande impatto emotivo. Si chiude con una versione acustica di “Countin’ On A Miracle” eseguita in stile delta blues con chitarra slide e voce in bilico tra falsetto e sofferenza. La qualità non è il massimo, si tratta di una registrazione semidomestica, ma l’esecuzione di Bruce è da brividi. Nonostante alcune scelte opinabili, questo triplo album è certamente il modo migliore per avvicinarsi alla musica di Bruce Springsteen; molto meglio dello scarno greatest hits del 1995.
Onestamente, se avete gia tutti gli album del Boss non so se vale la pena spendere i soldi solo per il bonus disc: le 12 tracce che contiene sono tutte ottime, ma bisogna tener presente che il costo è quello di un triplo cd. La Columbia è in possesso di tonnellate di materiale inedito di Bruce (qualcuno dice che esso sia sufficiente a riempire un’altra dozzina di box set come Tracks!) e forse poteva almeno riempire tutto il terzo cd invece di farlo di soli 42 minuti. Detto questo, ribadisco che se non avete nulla del Boss, il che è molto grave, acquistate ad occhi chiusi questo album, al contrario fate bene i vostri calcoli.