Valentina Dorme – Capelli Rame

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“Capelli Rame” è il quotidiano, è l’architettura grigia, sono le macchine che sfrecciano di notte tra viali dimenticati, è una pozza d’acqua su un marciapiede, è un monolocale con divano e forno a microonde.
E’ un elogio alle disillusioni, a quello che ci lasciamo dietro, che lasciamo scomparire a forza dentro di noi. E’ semplicemente la realtà, insoddisfacente, ma realtà. (“Nove Nuove Amanti (Parte Prima e Seconda)”)
La realtà di tutti i giorni, sulla quale nessuno ha da scrivere perchè ripudiata, forse troppo banale, o forse troppo personale. E’ la nostra realtà di partite perse, ricordi neri, di lacerazioni. (“Colt”)
E’ una sequenza di immagini, un mondo rinchiuso dentro una camera e una finestra, un portacenere, una sigaretta, un divano, una casa troppo grande, una donna. Proprio come la fotografia di un film noir. (“Claudia Cardinale Da Giovane”)
E’ follia metropolitana, è istinto feroce tanto ripudiato quanto fortemente voluto, tanto psicotico quanto fermamente di classe, rasentando la poesia. (“L’Eclissi, Amore Mio”)
E’ il trovarsi solo in una strada, e morire. Incidente. E il brivido, lo stacco dalla noia e la rabbia repressa per essere morti da soli. (“Tu non c’eri, non ci sei, e non ci sarai mai”. -“Ford”-)
E’ la ricerca dell’ego ferito, dell’orgoglio distrutto, della rivalsa, dei desideri lacerati dal passato. (“Vanessa”)
E l’ineluttabilità (“Rosso”), è il sole che acceca e la luce che idealizza, la nostalgia del ricordo che lascia il posto al rancore. Lentamente, solo rancore. (“L’Estate”)
I sogni, quelli che scaturiscono dalla quotidianità, quel senso di insoddisfazione, i giorni che passano, uguali. (“Prova Generale”)
Tutto questo è uno squarcio di realtà, una lama che lacera, Valentina che, silente, dorme.
Un disco che potrebbe farvi davvero troppo male. E un nuovo slancio verso un’altra catastrofe, o chissà, una speranza per il futuro, grigio. (“rimani qui, perchè averti qui è più bello che guardare i corvi che affollano il mio patìo quando nevica, più bello delle mie collezioni di agata” -Guardare I Corvi-)