Courtney Love – America's Sweetheart

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

E’ tornata Courtney! La regina dallo scandalo, la Madonna dell’indie rock, la “money, money, money”woman, la vedova Cobain che molti continueranno a considerare solo in quanto tale dimenticandosi del suo percorso artistico all’interno delle Hole. Spesso adombrata dall’esuberanza del suo personaggio, la Courtney Love musicista andrebbe in realtà rivalutata, se non altro alla luce di quel capolavoro che era “Live Through This” datato 1994: poi Celebrity Skin, il disco successivo, ha cambiato le carte in tavola. A contatto con i più alti livelli del successo commerciale la Love ha avuto una reazione radicale quanto quella del marito, ma diametralmente opposta: invece di sparire definitivamente dalle scene, si abbandona come un burattino nelle mani dei discografici trasformando la sua sincera commozione per la dipartita di Kurt in quella brama di speculazione che la condurrà ad innumerevoli processi, alla pubblicazione dei famosi diari segreti e a rompere sia con gli ex-compagni del marito che con la sua stessa band.
Di quella trasformazione oggi osserviamo i postumi in questo “America’s Sweetheart” anticipato da un’ottima opera pubblicitaria di quelle che solo la Love sa fare: lo striptease in un taxi di New York è riuscito, a suo modo, a promuovere l’uscita del disco confermando però ulteriormente la superiorità della Courtney-burattino sulla vera Courtney-artista. Ed è questa l’atmosfera che si respira ascoltando le tracce dell’album, il cui ascolto si rivela piacevole ma non del tutto convincente: infatti, sebbene i pezzi complessivamente validi siano più della metà, di tanto in tanto l’ex Hole inserisce il pilota automatico e si appende al carisma del proprio personaggio per propinarci un pezzo insipido e riempitivo, memore del sound di Celebrity Skin.
“America’s Sweetheart” risente positivamente soprattutto della produzione di Linda Perry (ex Four Non Blondes) e della perizia tecnica della band, fattori che trasformano un lavoro piuttosto frammentario in un discreto disco grunge-rock. Per apprezzarlo appieno sarà dunque necessario affrontarne l’ascolto senza pregiudizi né aspettative, né soprattutto troppe illusioni: il burattino Courtney è ancora dietro l’angolo pronto ad entrare in scena alla prima occasione di scandalo.