Dave Matthews Band – Central Park Concert

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Gli anni 90 sono stati il decennio del ritorno del rock: il grunge, il nu metal e il nuovo punk sono stati i fenomeni che noi europei abbiamo percepito di più, fenomeni però destinati più che altro ad un pubblico di giovani e giovanissimi: Ma oltre a questi ci sono stati il ritorno del southern rock e delle jam band. Un ritorno che ha avuto diverse incarnazioni, c’è stato quello più hard dei Black Crowes, quello di approccio più blues psichedelico di Gov’t Mule e ABB ( ma anche dei Phish) e quello più incentrato sul folk ( ma il termine è abbastanza riduttivo viste le forti influenze jazz,soul e latine della band) della Dave Matthews Band. Una band dunque molto importante anche in conseguenza dell’enorme successo commerciale che la sua musica ha riscosso in questi anni. La formula della band era semplice: niente chitarra elettrica ma solo violino (l’immenso Boyd Tinsley) e acustica supportate da una granitica sezione ritmica e dal sax (Leroi Moore), che gioca un ruolo fondamentale nell’economia del gruppo. In studio i nostri hanno sempre offerto prove egregie come “ Under The Table and Dreaming” e “Before These Crowded Streets” ma il meglio di se la DMB lo ha sempre dato dal vivo quando era libera di sfogare tutto il suo amore per le improvvisazioni, di lanciarsi in quelle chilometriche jam che sono insite nel loro dna.
Da un po’ di tempo si vocifera di una crisi all’interno della DMB; pare che i rapporti tra i componenti del gruppo non siano più quelli di una volta e che la causa di tutto sia la carriera solista del Leader Dave Matthews. Questo è quello che si legge più o meno ovunque da circa un paio d’anni. Se sia vero o meno io non lo so ma francamente la DMB che si sente in questo Central Park Concert (registrato nel settembre 2003) tutto sembra tranne che una band in crisi. Ascoltiamo ad esempio la strepitosa “Cortez, The Killer” che vede come ospite d’eccezione l’immenso Warren Haynes, alla voce e chitarra, il quale coi “muli” esegue spesso dal vivo questo classico di Neil Young (ascoltare la versione presente su “Live..With a Little Help From Our Friends”). Versione da antologia, Warren e Dave si alternano alla voce e si rincorrono con le chitarre, la ritmica di Matthews crea il tappeto sonoro ideale per i funambolici numeri di quella elettrica di Haynes. Il chitarrista e cantante dei Gov’t Mule è ospite anche in “Jimi Thing”, pezzo di per se grandioso (era presente in “Under The Table..”) che in questa versione di oltre 16 minuti diventa a dir poco eccezionale. Tra favolosi assoli di chitarra, violino e sax, break e continue esplosioni sonore, Dave Matthews presenta la band esibendosi in una singolare esibizione vocale che sfocia in un incredibile rap (!!!!!!) che manda in delirio il pubblico.
Favolosa anche “Warhouse” introdotta dalla chitarra acustica di Dave doppiata a meraviglia dal magico violino di Tinsley che danno alla song un tono latino davvero trascinante. Non è ancora finita c’è tempo per una debordante “All Along the Watchtower” introdotta da una evocativa prova solista di Matthews alla chitarra che sfocia in “Star Spangled Banner”. Siamo abituati a sentire l’inno americano eseguito dalla lancinante stratocaster di Hendrix ma onestamente questa è una delle poche volte che lo sento fare con al chitarra acustica; il cantante e chitarrista di origine sudafricana ci regala anche questo. Il classico di Dylan si snoda poi in una versione acidissima e malata, direi sofferta con una prova canora di Dave davvero sopra le rime. Molto bella anche l’iniziale “Don’t Drink the Water” dove spicca il suggestivo lavoro corale della band a sostegno della voce del leader che vola alta nel cielo di New York a disegnare la suggestiva melodia. E poi ancora “Dancing Nancies” accolta da un vero boato della folla, il classicissimo “Crush” sempre irresistibile, la folk song “Ants Marching” con il violino e la voce che sembrano essere una cosa sola e il pubblico che canta il ritornello. In totale sono 20 canzoni per oltre 3 ore di musica. A parere mio il live migliore della DMB, una band per certi versi unica che quando è libera di esprimersi sa regalare grandissime emozioni. The Central Park Concert è disponibile sia in versione triplo cd che in doppio dvd, a voi la scelta, certo è che a mio parer questo è un album da non farsi assolutamente sfuggire.