Browne, Jackson – Late for the Sky

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Jackson Browne è uno dei rappresentanti di spicco di quella scena di songwriter intimisti esplosa negli USA all’inizio degli anni ’70. Dotato di una innata sensibilità e di una grande cultura di stampo classico, egli si fa notare per il romanticismo mai sdolcinato dei suoi testi, quel misto di tristezza, malinconia e speranza tipico di questa scena musicale che con Jackson raggiunge livelli di eccellenza. Il nostro possiede anche un grande orecchio musicale ed è in grado di comporre ballate tra folk e country rock mai banali e di grande presa emotiva . Queste sue abilità lo rendono presto uno degli autori più richiesti tanto che stelle del calibro di Eagles, Nitty Gritty Dirt Band, Nico e Tim Buckley, solo per citare i più noti, interpretano le sue canzoni. Ma Browne non è solo un grande autore ma anche un ottimo musicista e cantante dotato di una voce dolce e melodica. Dopo un paio di dischi di valore, nel 1974 il cantautore di origine tedesca dà alle stampe il suo capolavoro, questo “Late For The Sky”: Con l’aiuto di un nutrito gruppo di amici e session man di grande valore (Don Henley, David Lindley, Jai Winding, Clarence White tra gli altri) il nostro inanella una incredibile serie di straordinarie ballate epiche. L’album si apre con la title track, una eccezionale ballad malinconica e più che mai intima; la voce splendida e struggente di Browne è accompagnata da un grande lavoro di piano e chitarra elettrica che danno vita a 6 minuti di vera poesia musicale. La successiva “Fountain of Sorrow” si distingue per il tratto tipicamente country rock, un meraviglioso coro sostiene i tratti epici e sofferenti della melodia dove spicca il solito bel lavoro di pianoforte. “Farther On” è la canzone della speranza, introdotta da una chitarra elettrica (Lindley) che scava a fondo nei solchi dell’anima: la song è una delle più belle che Jackson abbia mai composto. Il piano e la chitarra acustica creano un grandioso tappeto sonoro che sorregge la toccante melodia spezzata dai lamenti chitarristici: atmosfere malinconiche ma allo stesso tempo sognanti ci accompagnano in un meraviglioso viaggio musicale. “The Late Show” è acustica nella parte iniziale tutta pianoforte e chitarra, poi entrano il fiddle e i cori e la song prende quota. “The Road and the Sky” sorretta dal piano honky tonk è un country rock dotato di un grande tiro, un raggio di luce che spezza le ombre dell’anima dell’autore. Si prosegue con “For a Dancer” dove spicca un malinconico violino (sempre Lindley) a sorreggere una melodia di rara bellezza evocativa impreziosita dal ampio uso di cori in tipico stile west coast. “Walking Slow” è più ritmata dal forte accento rock a cui il battito di mani in sottofondo dona un accento tipicamente folk. L’album si chiude con “Before the Deluge”. La voce dal tratto malinconico è sorretta dal piano dall’organo e dallo struggente violino di Lindley che completano questa grandiosa ballata.
“Late For The Sky” è un disco meraviglioso, i tormenti interiori del suo autore vengono messi in musica con una classe e un gusto davvero unici e sanno creare quelle atmosfere crepuscolari e intimiste proprie dei chiaroscuri dell’anima di un artista favoloso.