Eligor – In Nomine

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Essere una band black metal oggi non è facile.
Questa premessa, forse un po’ scontata, è importante per recensire questo “In nomine”, debutto su CD dei romani Eligor datato 2003. Questa giovanissima band, formata al momento della realizzazione da Jacopo Teodori (voce e chitarra), Fossimer (basso), Francesco Ziello (batteria) e Alessandro Nesci (tastiere, tragicamente scomparso lo scorso 21 maggio; l’album è stato ultimato in sua memoria e i midi che egli lasciò non sono stati toccati) ci propone un maligno black metal sinfonico secondo i classici canoni del genere: voce demoniaca, che ricorda sotto molti aspetti quella di Nocturno Culto dei Darkthrone, sfuriate strumentali velocissime e urla disumane arricchite da delle sinistre tastiere che conferiscono atmosfere agghiaccianti.
La solita solfa, potrete dire leggendo queste parole. Sì e no, diciamo. La band capitolina infatti ha realizzato un CD della durata di mezz’ora che risulta nel complesso efficace, un buon album di black metal occulto in stile Mortuari Drape, Funeral Oration e Art Inferno, tre delle migliori band del panorama italiano. Anzi, probabilmente manca solo la bandierina norvegese sul CD per far di esso un oggetto di culto per i fan di mezzo mondo.
Inoltre c’è da dire che l’album è realizzato più che dignitosamente, la produzione è più che buona e trasmette bene l’atmosfera maligna – è bene specificarlo visto che molti, soprattutto nelle lande nordiche, pensano che sia necessaria una registrazione “da scantinato” per fare del black valido e “true”- contenuta in quest’album. Sette pezzi classici che sicuramente soddisferanno gli appassionati di black che s’imbattessero in questo album.
L’unico limite è quello solito, del genere: purtroppo il black metal è un genere molto rigido e restrittivo che non consente molta innovazione – per non dire che non la consente affatto, pena l’emarginazione dalla scena almeno nelle branche più oltranziste – e questo “In Nomine” pur essendo un album valido rischia davvero di essere considerato in seguito solamente come “uno dei tanti”, nonostante la band dimostri di saperci fare.
“In nomine” è quindi un album che gli amanti del black devono prendere in seria considerazione, sicuramente superiore a molta robaccia e prodotta da cani che ci viene propinata come “cult” dalla Scandinavia o da regioni limitrofe. Agli altri, vista la particolarità del genere, ci sentiamo di consigliarlo solo se volessero soddisfare la propria curiosità, supportando magari un interessante act italiano.

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