Space – Suburban Rock'N'Roll

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Per chi non se ne fosse accorto gli space sono finit da un pezzo. Ma loro, essendo di Liverpool e quindi gentili ed educati come i beatles, ci tengono a ricordarcelo dando alle stampe Suburban Rock’n’Roll, un album che stavolta non risulta nè piacevole nè interessante. Dopo il tonfo sordo, mai avvenuto ma che tutti hanno potuto sentire con l’album fantasma Love You More Than Football gli space tornano sui loro passi, andandosi a rispolverare Spiders e Tin Planet e buttando abbondantemente un occhio a il pop dai toni elettronici delle ultime Elastica o dei Bis, e infine, per riuscire a succhiare idee un po’ dappertutto frugano anche nella loro discografia anni 80, pescando a piene mani dai Duran. Il risultato è un album stanco, con motivi tutt’al più piacevoli perchè ovvi e scontati. Il gruppo rimane sempre in bilico tra le chitarre e i synth che impazzano, fondendo gli strumenti con la loro proverbiale vena folle e pazza. Ed ecco così che il pezzo d’apertura – il rock’n’roll tanto cercato- è in realtà un bolero; Zombies, che lascia presagire quanto meno una musica ostica alla heavy Muscle o dura alla Misfit è una pop song anni 80 con tanto di coro cantato tutti assieme, e del punk rock di Punk Rock Funeral nemmeno l’ombra. Ogni tanto affiora qualche motivo che riporta la band ad essere degna del suo nome (The English Language Let Me Down), ma a brit pop ormai morto e sepolto non c’èpiù senso di andare in giro facendo i “cazzerelloni” e per di più vantandosi di esserlo. Sono passati quasi 10 anni da qaundo la band ha riscosso il massimo del successo, e in 10 anni è necessario maturare. altrimenti si diventa come Brian Adams che a 40 anni suonati crede di essere ancora un “pischello”. Con la differenza che qualunque album di Brian Adams è meglio di Suburban Rock’n’roll.