Divine Comedy, The – Absent Friends

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Improvvisa è stata la notizia del loro sciogliersi e altrettanto improvviso è il loro ritorno alle scene con Absent Friend.
Ogni album dei divine Comedy è un caso a parte nella scena inglese. Seppur inseriti nel filone brit-pop (nel senso più pop del termine) la band di N.Hannon ha davvero poco da spartire con gli altri gruppi: il loro stile è infatti inconfondibile, irriproducibile (per quanto vari gruppi ci provino facendo pietosi buchi nell’acqua) e soprattutto inossidabile. Dai tempi di Promenade infatti il loro mix di pop colto, arrangimenti orchestrali e echi di bacharach ha conquistato un posto di rispetto all’interno della produzione inglese, strizzando ora l’occhio alla classifica (Liberation) ora al musical (Casanova) e ora a quella tristezza riflessiva radioheaddiana (Regeneration, grazie a N.Godrich) ma sempre mantenendo uno squisito tocco di classe oltre ad un impeccabile umplomb inglese. Dal promo del nuovo album non affiorano dati tecnici, mistero su chi sono i musicisti (la vecchia line-up è sciolta e ora sono in…5, 6 , 8? e chi li conta più ormai?) che accompagnano Neil Hannon, unica informazione è che dietro il mixer si è seduto Nigel Godrich. una grossa garanzia.

Absent friends è il perfetto parallelo che fonde insieme Casanova e Regeneration. C’è la malinconia del secondo, ma suonata con lo stile del primo (The Wreck Of the beautiful) ma anche la gioia del primo suonata con lo stile del secondo (Come Home Billy Bird). Ne risulta quindi una maggiore pulizia nel suono, che non ricorre a quell’eccessivo uso delle orchestrazioni e di diverse e svariate partiture per ogni strumento. La scelta giova molto sia all’album, che appare più leggero e fresco, ma anche alle singole canzoni, in quanto non si perdono i suoni e i singoli strumenti che altrimenti sarebbero stati inghiottitii nell’arrangiamento complessivo (il tamburello di Our Mutual Friends, le chitarre di Laika’s them, la batteria si Sticks and Stone) Di contro, dal lato emozionale, il disco non affonda in atmosfere d’eccessiva malinconia che appesantivano troppo Regeneration; c’è sempre quel sapore “autunnale” di sottofondo ma al senso d’abbandono si contrappone una gioia inconsapevole (The happy goth, Freedom Road, Sticks and Stone) che fa di Absent Friends un album positivo e spensierato.Se N.Hannon ha scelto una nuova strada per i suoi Divine comedy è partito nel migliore dei modi!