Intervista a Julie’s Haircut: Julie’s Situations – Breve intervista ai Julie’s Haircut

  • In occasione della data romana dei Julie’s ecco una breve intervista col gruppo.

    Parliamo del concerto e della musica suonata. Complimenti per l’esibizione, avete un’ottima resa dal vivo e sono rimasto affascinato dai suoni della tastiera che, seppur lottando contro le chitarre, riusciva sempre a farsi percepire. Com’è cambiato il vostro suono live dal lontano 98 fino ad oggi?

  • Luca: sicuramente c’è stata un’evoluzione sonora dovuta soprattutto a ciò che tu sottolinei, ovvero l’inserimento delle tastiere in una band che era sostanzialmente fino ad allora (e in buona parte ancora oggi) basata sulle chitarre. È stato un processo (in buona parte ancora in corso) che ha visto gli strumenti di Fabio farsi spazio nel muro di chitarre. Credo che stiamo riusciendo sempre meglio ad inserire le tastiere con un loro ruolo specifico senza per questo rinunciare alla potenza delle chitarre. Si tratta di affinare la fase arrangiativa, facendo tacere gli strumenti superflui e mettendo in vista quelli essenziali ad ogni parte.
  • Le persone tra le prime file (tra cui il sottoscritto) hanno potuto godere a pieno della scenografia: zucche di halloween sugli amplificatori, pupazzetti sparsi e un fantastico fantasmino che vi gira attorno durante il live, come mai questo set così ricco di elementi?
  • Luca: per noi un concerto deve essere un’occasione di festa, in qualche modo. Immaginiamo che la gente che venga a vedere I Julies spenda I propri risparmi per sentire le nostre canzoni ma anche per divertirsi in senso più ampio. Per questo ci piace circondarci di oggettistica e luci che creino un “ambiente” alla musica che facciamo. Non ti nascondo che aiuta anche noi a ricreare ogni sera, su ogni palco, un ambiente familiare, domestico, ci mette a nostro agio.
  • Le chitarre! sono rimasto colpito da quella fantastica fender mustang color legno che, se non vado errato, deve avere anche un bel po’ di anni , visti gli switch sulla mascherina. Siete dei patiti degli strumenti vintage o ogni cosa e buona, l’importante è la musica?
  • Luca: non siamo dei fanatici del vintage, nonostante ciò che si possa pensare a giudicare dagli strumenti che usiamo. Il Reverendo, ad esempio, usa un Fender Rhodes e un vecchio sintetizzatore Arp, però ha anche un campionatore Akai e un groove box della Roland. Quello che cerchiamo è solo il suono giusto. Poi certo, io non ho ancora trovato una Charvel del 1995 che suona come una Mustang del ‘67, che ci posso fare?
  • Veniamo un po’ sul lato grafico dei Julie’s Haircut. Curate da soli il vostro sito e progettate da soli le vostre copertine. Amo quella grafica anni 70 come la foto d’intro del vostro sito. Avete qualche “artista in particolare” quando progettate le cover?
  • Luca: L’aspetto visivo che si lega alla nostra musica per noi è una priorità. Siamo dei grandi appassionati di pop-art e design e questo si riflette in parte nel nostro immaginario visivo. Da qualche anno collaboriamo stabilmente con Luca Lumaca, un giovane artista modenese con cui ci troviamo bene in sintonia, che ci affianca nella realizzazione delle copertine e dei manifesti e cura in prima persona la realizzazione di quasi tutti I nostri videoclip. Una sorta di Spike Jonez del comprensorio ceramico, se vuoi…
  • Passiamo alla musica su cd. Raccontateci del prossimo ricco estratto da Adult Situations: Marmalade.
  • Luca: La Homesleep voleva un nuovo singolo estratto da Adult Situations e ci hanno proposto “Marmalade”. Noi siamo stati d’accordo da subito, perché il pezzo è particolare e per la prima volta sarebbe uscito su singolo un brano cantato da Laura. Poi, per offrire qualcosa di succulento, abbiamo deciso di arricchire il singolo con qualche remix di diversi brani estratti dall’album. Abbiamo passato in giro le canzoni a qualche amico che si occupa di musica elettronica e alla fine ci sono tornate indietro un sacco di versioni davvero belle e senza neppure accorgercene abbiamo messo insieme un cd da 42 minuti! Homesleep ci è venuta incontro e siamo riusciti a pubblicarlo al prezzo di un ep, ne siamo davvero molto soddisfatti.
  • Ho visto che sul vostro sito mettete settimanalmente in dowload gratuito un brano inedito. Quanto è grosso il vostro archivio? e quanti demo avete chiusi nei cassetti?
  • Luca: la scadenza in realtà non è settimanale, anzi non è neppure fissa. Ogni tanto mettiamo a disposizione un pezzo e finché viene scaricato lo lasciamo, per poi sostituirlo con qualcosa di nuovo. Il nostro archivio di schifezze è sempre piuttosto ben nutrito.
  • Avete mai avuto ospiti “speciali” durante i vostri live? e com’è stato il feeling sul palco?
  • Luca: gli ospiti che ci interessano sono gli amici, gente con cui abbiamo un rapporto di qualche tipo. Capita piuttosto spesso, ma con gente che in qualche modo fa parte della “famiglia”: quando suoniamo con Bugo, in un modo o nell’altro lui finisce sempre sul palco. Stessa cosa vale per I ragazzi dei Cut. O con gli Yuppie Flu… Ma è capitato anche con personaggi più stravaganti, tanti anni fa addirittura abbiamo avuto una comparsata (a nostra stessa insaputa) di Freak Antoni degli Skiantos, figurati…
  • C’è qualcuno in particolare nella scena musicale italiana o straniera con il quale vi piacerebbe collaborare?
  • Luca: Ti ripeto: a noi non frega niente di collaborare con gente famosa, ci interessa però sempre potere fare qualcosa con persone che possono aggiungere qualcosa di personale ed importante alla nostra musica. Ti faccio un esempio: se guardi I nomi di chi ha partecipato ai remix del nuovo ep non troverai delle celebrità, ma persone che con dedizione hanno fornito una rilettura “di sostanza” del nostro materiale. E’ questo che ci interessa.
  • Ultima domanda: cosa gira ultimamente nei vostri lettori? c’è qualche disco che ci volete consigliare?
  • Luca: Tra quelli usciti ultimamente ci sono piaciuti I dischi di Broken Social Scene [che è un Discone con la D maiuscola – Nota mia] e Sophia.