Flaming Lips – Yoshimi battles the pink robots

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Wayne Coyne dei Flaming Lips si trova in balìa di giganteschi robots color rosa, il mondo è in pericolo e lui se ne rende traggicamente conto ma le sue forze sono troppo inferiori a loro. Chi salverà la terra e il buon signor Coyne? L’unica risposta possibile è la piccola cintura nera Yoshimi che con il suo kimono sventa il pericolo che ci minaccia.
Il seguito di “the soft bullettin” ci porta in un mondo a parte, fatto di robots dai colori fluorescenti e fosforescenti, di illusioni e illusionisti, di ipnotizzatori e maghi. Un turbinio di figure fantastiche e particolari pronto a risucchiarvi già dal primo ascolto, immergendovi completamente nella folle mente dei Flaming Lips. “Fight test” ci accoglie con il suo carole tipicamente pop anche se la sua somiglianza con “Father and son” di Cat Steven è fin troppo smaccata (e a quanto ricordo gli era anche stata intentata una causa per questo), il resto scivola via veloce sotto un cielo di psichedelia e elettronica. “Yoshimi battles the pink robots pt.1” parla, appunto, della battaglia su cui verte la maggior parte del disco. “Are you an Hypnotist?” rende perfettamente l’idea del ipnotismo con un ritmo circolare e ripetitivo, mentre “It’s summer time” è la malinconia estiva, fatta di gabbiani sintetici che annunciano la bella stagione. “Do you realize?” è la ballata più bella ed ironicamente triste di tutto l’album, quel pezzo che ti riporta a terra dopo l’incanto in cui eri stato fermato grazie ai pezzi precedenti. Un viaggio sognante dove Coyne e soci ti accompagnano per mano prensentandoti i loro favolosi personaggi.
Un disco particolare e unico nel suo genere, piacevole e allucinato. Yoshimi ci ha salvato e sopratutto abbiamo avuto l’occasione di sbirciare nella sua vita. E non lamentatevi se un frammento delle sue storie vi rimarrano attaccati, è facile trovarsi a fischiettare alcuni momenti del album…