All posts by Alessandro Rossi

Twin Peaks 3: il testamento di Lynch

Twin Peaks 3: il testamento di Lynch

Doveva essere l’anno scorso, invece è quest’anno. “See you again in 25 years” (diceva Laura Palmer al termine della seconda stagione) salvo rinvii, appunto. Un cast stellare messo a mo’ di specchio per le allodole a disposizione dei detrattori (ovvero tutti): “Troppa gente, troppe star, sarà una porcata”. Un museo del fan service ipotizzato a cui il regista statunitense, osservando i primi due episodi d’apertura, va bellamente in culo – poi magari crolla sul finale/a metà /rimane sui livelli; per il momento le chiacchiere stanno a zero.

FIATO SOSPESO FEST

FIATO SOSPESO FEST

Fiato Sospeso è un festival di musica alternativa indipendente mirato ad approfondire e stimolare l’attenzione verso la produzione artistica e culturale legata all’universo delle produzioni dal basso.

Feedtime – Gas

Feedtime – Gas

La In The Red Records non si lascia scappare l’occasione di produrre un nuovo album della band di Sydney a circa vent’anni dal precedente “Billy”, riponendo (giustamente) fiducia illimitata in una formazione che non ha bisogno di presentazioni. Loro ricambiano, al solito, in maniera rumorosa, primitiva e brutale.

Plastic Man – Sounding Aquarium

Plastic Man – Sounding Aquarium

Dei giovani Plastic Man, al secondo full length, piace il punto di vista. L’assunto, che mettono ampiamente in pratica in questo Sounding Acquarium, si basa sulla concezione di una Rock music dalle peculiarità autorigenerative – che si muovono in concerto con l’avanzare del tempo e della tecnologia. Ad ogni decennio la sue sfumature; spesso aggiornamenti orgogliosi (e non per forza riusciti) di un passato sempre più indiscutibile.

Pond – The Weather

Pond – The Weather

The Weather, settimo album dei Pond capitanati dell’ex bassista dei Tame Impala Nick Allbrook, propone un cambio di registro sostanziale soprattutto nelle tematiche in oggetto. Dopo l’ottima prestazione al Coachella e la presentazione ufficiale del nuovo lavoro a San Francisco (nell’Aprile scorso), la band, sotto l’occhio vigile di Kevin Parker (alla produzione), segna un tracciato psichedelico variopinto e ampiamente introdotto dai tre singoli promozionali.

Black Lips – Satan’s Graffiti Or God’s Art

Black Lips – Satan’s Graffiti Or God’s Art

Satan’s Graffiti Or God’s Art, ottavo disco dei Black Lips, in questo senso risulta didascalico fin dal titolo. Si riferisce ad uno di quei messaggi spesso tramandati dalle chiese pentecostali, ma che nel contesto in cui è posto può assumere significati molteplici. Un discorso legato anche all’interpretazione personale dell’arte e del mondo in genere, non privo di messaggi malcelati legati al fatto che sì, tutto è opinabile, ma l’importante è prodigarsi nel tentativo di comprendere l’altro.

The Sade – Grave

The Sade – Grave

I The Sade arrivano al cosiddetto lavoro della maturità – il terzo dopo l’ottimo II –, addensando la massa malefica insita nei propri riferimenti, proponendoci così la summa di un percorso cominciato nel 2011 con il primo e fortunato “Damned Love” – ai tempi disco del mese anche per una rivista specializzata americana. Con il nuovo Grave siamo alla resa dei conti. Di quelle da dentro o fuori, da sparatoria all’Ok Corral – a proposito, vi sareste mai immaginati dal power trio padovano un pezzo in salsa Western così riuscito come “Coachmen”? –, ed i nostri non mancano la pistolettata vincente al cuore di chi li ha sempre seguiti con interesse.

Splashh – Waiting For A Lifetime

Splashh – Waiting For A Lifetime

La genesi del nuovo “Waiting For A Lifetime” risale a pochi mesi dopo l’uscita di “Comfort” e porta in dote tutta una serie di influenze finora inedite per la band. Sasha (Voce) vola da Toto (Chitarra) a New York e lì gettano le basi di un lavoro – poi rielaborate in un dialogo a distanza londinese – che con brani come “Look Down To Turn Away” (Suicide e Depeche Mode sugli scudi) sembra spostarsi su altri lidi. Lo scheletro compositivo della band non è stato stato smantellato del tutto, (vedi l’opener “Rings”) sicuramente possiamo dire addio a quella sensazione estatica che rappresentava il pezzo forte dell’esordio.

Negazione – Lo Spirito Continua

Negazione – Lo Spirito Continua

Parliamo di un racconto coraggioso sull’animo umano, che sottintende la presenza di una parte nera che si muove velocemente facendo strani e sinistri sfrigolii al passaggio. Un’ombra che si nutre della disperazione, una piccola minaccia in un tempo sbagliato. Il fuoco amico che si alza in cielo quando tutto sembra perduto e state per auto infliggervi il colpo di grazia. È il rigurgito dell’animo oscuro che risiede in ognuno di noi: un attacco di panico in piena regola.

Woods – Love Is Love

Woods – Love Is Love

Love Is Love rappresenta dunque la telecronaca minuto per minuto degli accadimenti, non priva di passaggi scuri ma votata ad un deciso risvolto speranzoso. Un vademecum sulla meditazione moderna potremmo definirlo, che porta con sé tutte le imperfezioni (talvolta pregevoli) dei lavori costruiti di getto.

Riot Fest 2017: ecco i primi nomi della lineup

Riot Fest 2017: ecco i primi nomi della lineup

Nine Inch Nails, Queens of the Stone Age, e la reunion dei pionieri del punk Jawbreaker come headliner al Riot Fest 2017. Inoltre New Order, Paramore, Prophets of Rage, M.I.A., Wu-Tang Clan, Mike D (DJ set) sono tra gli oltre 70 artisti annunciati nella prima tranche del cartellone. Gli organizzatori del Riot Fest di Chicago rivelano la prima tranche di oltre 70 nomi che si esibiranno dal 15 al 17 Settembre a Douglas Park. Gli headliner della kermesse musicale saranno i geniali Nine Inch Nails, i Queens of the Stone Age con il loro rock ruffiano, oltre che i ricostituiti Jawbreaker, pionieri del punk rock.

Thurston Moore – Rock’n’roll Consciousness

Thurston Moore – Rock’n’roll Consciousness

A 57 anni il nostro continua a fare musica perché ne sente il bisogno, ormai smarcatosi dalla foga dell’incidere continuativamente per alleviare un bisogno comunicativo impellente. Sceglie per questo “Rock’n’roll Consciousness” un approccio più meditativo, impiegando due anni per la gestazione e neanche una settimana per l’incisione in studio – parliamo del Church di Londra, un ex chiesa con attrezzatura volutamente retrò dove incisero Dylan, i Rolling Stones, ed i Pink Floyd.