Harper, Nick – Blood Songs

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Diciamolo subito a scanso di equivoci: quello che potrebbe sembrare il solito, noioso, inutile disco del presuntuoso figlio d’arte di turno, si candida ad essere invece uno dei dischi più interessanti degli ultimi tempi. Nick, come spero avrete già capito, è figlio di Roy Harper, ricordato, purtroppo, più per la sua mercenaria collaborazione coi Pink Floyd che per i suoi lavori. “Blood songs” ci consegna un artista estremamente maturo e al contempo fresco, autore come ovvio di tutti i brani e di performance chitarristiche davvero esaltanti. Le cose migliori Nick riesce a farle suonando l’acustica, dove palesa una tecnica incredibile soprattutto per quel che riguarda il legato e la facilità con cui riesce a “colorare”, con deliziosi fraseggi pregni di innato gusto e visceralità, i solari scenari delle sue bellissime canzoni, qualità comune solo a pochi grandi storici della sei corde. La proposta musicale si aggira nei territori di un effervescente british rock/folk, talvolta intervallato da piacevoli episodi più rilassati dal grande respiro, in cui il già notevole lavoro di Nick viene sorretto da una frizzante quanto precisa sezione ritmica. Nick si cimenta anche alla voce, con risultati davvero buoni, e non è difficile notare quanto la sua timbrica non sia poi così lontana da quella di suo padre. Ogni canzone merita grande attenzione, ma risultano di sicura presa le sostenute “Love Junky”, “Love is music” e la più delicata “Imaginary friend”, forti di un sound davvero accattivante.
Il mio invito è quello di non commettere con Nick l’errore commesso a suo tempo col padre, vale a dire quello di condannare il suo operato a mero appannaggio di qualche nostalgico cultore. Anche perché la musica di Nick Harper dimostra in più di un episodio un fantastico equilibrio tra accessibilità e qualità artistica, dote questa che altrove ha fatto la fortuna di gente come – e scusate se è poco – Pink Floyd, Queen, Springsteen. Sarebbe davvero diabolico cadere per due volte nello stesso, imperdonabile errore.