Porcupine Tree – Coma Divine

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I Porcupine Tree hanno sempre avuto un rapporto particolare con Roma, città amatissima e nella quale hanno sempre avuto un ottimo seguito. Perché non ambientare proprio qui dunque il primo live album ufficiale? Detto e fatto, ecco che nel 1997 esce “Coma Divine”, live che abbraccia l’intero primo periodo della produzione purcupineana, i cosiddetti “Delirium Years” omaggiati di recente proprio con l’omonima raccolta, gli anni che vanno dal debut “On the Sunday of Life” al complesso “Signify”.
Forti di una line-up che ancora vedeva il bravo Chris Maitland, che qualche anno dopo avrebbe ceduto il posto all’altrettanto grande Gavin Harrison, i “porcospini” registrarono questo live nel marzo 1997, uno show in cui molti fortunati sono rimasti sospesi nell’atmosfera sognante e capace di rapire l’ascoltatore, fra progressive e psichedelia, che il combo inglese riesce a creare anche dal vivo nonostante la complessità del proprio sound.
Sì, perché se c’è una cosa che colpisce in “Come Divine” è anzitutto la qualità della registrazione, semplicemente eccelsa tanto che non si direbbe di stare ascoltando un live album, non fosse per qualche sporadico lampo di gioia di un pubblico comunque molto composto, attento a non disturbare l’esecuzione, forse consapevole del fatto che ogni minimo rumore potrebbe rompere l’idillio.
La prima fase dell’album è dedicata a quelle che erano state le uscite più recenti dei Porcupine Tree in quel periodo, vale a dire “Signify”, di cui ci vengono presentati quattro pezzi („Signify“, „Waiting Phase One“, „Waiting Phase Two“ e „The Sleep Of No Dreaming“) e i capolavori tratti da “The Sky Moves Sideways”, ovvero l’omonima title track (praticamente la “part 1” riadattata per essere suonata live, un autentico peccato a mio avviso non abbiano eseguito la suite completa da 34 minuti) assieme a “Dislocated Day” e “Moonloop”. Una scaletta incredibile che manda in delirio il pubblico.
I quattro brani che seguono a questa prima fase sono comunque delle chicche: con l’edizione remastered uscita verso la fine del 2003 sono stati infatti aggiunti questi brani tratti rispettivamente da “Up the Downstair” – la traccia omonima e “Always never”- e da “The Sky Moves Sideways” (“Moon Touches Your Shoulder” e “Is Not”, due momenti della suite eseguiti a parte), delle vere e proprie chicche per cui anche chi possiede già la versione originale del live in sole dieci tracce dovrà quantomeno farci un pensierino, visto anche il fatto che la nuova edizione è esteticamente parlando un autentico gioiello – i fortunati possessori del lussuoso triplo vinile, fra cui anche il sottoscritto, hanno anche un 7” bonus coi due demo di “Disappear”, se avete a disposizione u giradischi, quest’edizione è il massimo.
Con “Radioactive Toy” facciamo un salto all’indietro nel tempo fino a “On the Sunday of Life”, un brano molto apprezzato dal pubblico. L’onore di chiudere questo momento di pura magio spetta ai nove minuti di “Not Beautiful Anymore”: suoni acidi, psichedelici, spaziali e semplicemente rock caratterizzano questo magnifico gran finale, in cui i nostri si scatenano letteralmente. E dopo il doveroso «thank you very much» all’ottimo pubblico della capitale, ecco che possiamo tutti quanti tornarcene sulla Terra.
“Coma Divine” è quindi un live riuscito sotto ogni aspetto, perfetto e realizzato con minuzia, soprattutto ora che sono stati aggiunti i già menzionati quattro pezzi facendo diventare la release un doppio CD per la felicità degli appassionati. Una ristampa coi fiocchi che i fan del gruppo capitanato da Steve Wilson non deve assolutamente farsi scappare,e consigliata anche a chi volesse farsi un’idea dei primi Porcupine Tree, visto che allo stato attuale delle cose i primi due album sono quasi impossibili da reperire… a dire il vero anche queste ristampe richiedono un bel po’ di salti mortali e un bell’accidenti alla Delerium ci sta proprio tutto, ma una volta che avrete nello stereo questa meraviglia ne sarete davvero entusiasti!