Van Morrison & The Chieftains – Irish Heartbeat

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Van Morrison e i Chieftains, in un unico album. Anzi, in un album unico: cosa mai ci può essere di più “irish” di una collaborazione del genere? Probabilmente nulla, almeno in ambito musicale. Loro, i campioni del folk irlandese moderno con le loro reminescenze celtiche. Lui, semplicemente la voce per eccellenza della nazione irlandese, nonché uno dei migliori – e caratterialmente più difficili – personaggi dell’intera musica mondiale.
“Irish Heartbeat” è una collaborazione particolare, unica e a sé stante; a dire il vero, sarebbe dovuto uscire un secondo volume ma Morrison fece saltare tutto per motivi non meglio precisati: i Chieftains comunque non se la presero più di tanto, ormai il carattere del buon vecchio Van è ben noto, e già l’aver realizzato questo pur breve disco è stato tanto.
Ci sono solamente due, ottimi inediti, due pezzi puramente folk scritti per intero da Van Morrison: “Irish Heartbeat” e “Celtic Ray”, due splendidi omaggi alla sua terra d’origine. Il resto sono tutti riarrangiamenti di motivi tradizionali del folk irlandese ad opera sua e del buon Paddy Moloney.
La collaborazione funziona perfettamente: c’è spazio tanto per le scanzonate, vivide melodie dei Chieftains – “Star of the County Town” e “I’ll tell me ma” sono i migliori esempi -, quanto per la mitica voce di Van, in grado di conferire un’intensità incredibile ai pezzi più lenti, ascoltate “Raglan Road”, “Carrickfergus” o i leggiadri arpeggi celtici di “She moved through the fair”, e attenti ai troppi brividi che quest’uomo è in grado di suscitare. Assolutamente emozionante, e allo stesso tempo in grado di emozionarsi egli stesso, interpretando alla grande tutti questi gioiellini folk.
Un difetto di quest’album? Sì, c’è, e sta nel fatto che è troppo breve, solo 34 minuti. Sono limiti connaturati alla breve durata di questo tipo di canzoni, a tratti davvero sfrenate e comporte per essere ballate, anche se probabilmente sono pure dovuti al fatto che sarebbe dovuto uscire un secondo volume… ma lo andreste a dire voi a Van Morrison? Immaginiamo proprio di no, il suo sguardo vi impedirebbe anche di dire “bé”.
A parte gli scherzi, c’è da riconoscere in tutta onestà che in fondo il bello degli album come questi è proprio dato dalla loro assoluta unicità: in teoria sarebbe da inserire nella discografia di Morrison se non altro per questioni di “catalogo”, ma “Irish Heartbeat” è una collaborazione tanto perfetta che va presa a sé stante, è proprio un album di Van, Paddy e tutti gli altri, tutti quanti dei grandi artisti che hanno collaborato per dar vita a questsa release e in essa si integrano perfettamente, nonostante il differente background dell’ex leader dei Them. Con i suoi interessi in campo rock, jazz e blues, era lecito pensate che la sua voce non si prestasse certo a una cosa simile, almeno non fino a quando ci ha dimostrato il contrario, e non smetteremo mai di essergliene grati.
La collaborazione è stata breve, ma ne hanno tratto giovamento entrambi, oltre ad aver compiuto un magnifico tributo all’Irlanda – benché Morrison sia originario di Belfast è cattolico irlandese e non anglicano – e alle sue tradizioni musicali. Insomma, se volete sentirvi un bel disco di folk irlandese interpretato come meglio non si potrebbe chiedere, questo è un acquisto doveroso.