Orfen – Loudy Mirror

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Gli Orfen sono un terzetto romano dedito a un rock melodico in chiave moderna di matrice anglofona – e cantato in inglese – composto da Marco Bucci (voce e basso), Luca Battaglia (chitarra) e Alex di Nunzio (batteria). I nostri dichiarano di ispirarsi a mostri sacri come i vecchi Police, con una spruzzatina – molto più avvertibile a nostro avviso – di Skunk Anansie, Foo Fighters e post grunge in generale, il tutto condito da pregevoli soluzioni elettroniche.
Il risultato è questo primo CD della band, che raccoglie la rielaborazione di sette brani tratti dal loro precedente EP omonimo (“Shadow”, “Dream”, “Eyes on”, “Perfect Love”, “Drownings”, “Electropositivity”, “New way home”) con l’aggiunta di ben cinque inediti. Fra i pezzi proposti segnaliamo “HyperBallad” di Björk, unica cover presente dell’album: forse i fan della singer islandese troveranno questa rivisitazione quantomeno prevedibile, ma si tratta in ogni caso di una buona opener cui i nostri riescono a dare una buona dinamicità, un potenziale singolo di successo insomma. Un tocco di melodica malinconia lo abbiamo con la seconda traccia, “Third City”, mentre con “Shadow” – brano su cui la band punta dichiaratamente – ci troviamo di fronte a un classico esempio di rock molto easy eppure allo stesso tempo molto accattivante, grazie a una certa raffinatezza e personalità che impediscono agli Orfen di scadere nel banale.
La vena più hard emerge in pezzi come “Electropositivity” e soprattutto con le potenti chitarre – quasi metal – di “Dream of insanity”, dei brani che quindi ci permettono di apprezzare il lato più “cattivo” e trascinante degli Orfen. In “Stereosinphonic” emerge invece il lato più “Police” della band, se ascoltate il giro di basso non potrà non venirvi in mente un brano assai famoso dello storico gruppo inglese.
Un po’ prevedibile “Eyes on”, forse l’unico brano veramente debole di questo CD, ma i ragazzi si riscattano con “Drownings”, pregevolissima ballad, e con la conclusiva “New Way Home” con alcuni momenti di chiara ispirazione A Perfect Circle.
Tirando le somme, “Loudy Mirror” si rivela nel complesso un buon debutto, con una discreta varietà di soluzioni e una buona padronanza dello strumento da parte degli Orfen, sicuramente una band da tener d’occhio.

Contatti:
Orfen Official Homepage
Gufetto Promotion Homepage