Telefon Tel Aviv – Map Of What Is Effortless

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Sinceramente il primo ascolto del nuovo lavoro del duo di New Orleans mi aveva lasciato abbastanza stranito; sembrava che l’elettronica fosse stata messa da parte per un approccio molto più pop, così da rendere il disco meno ostico ad occasionali ascoltatori.
Le impressioni a venire confermeranno in parte quei pensieri: i Telefon Tel Aviv fanno confluire le precedenti soluzioni sonore in un disco che fa, forse troppe volte, l’occhio ad un ambiente più mainstream. E qui sta la debolezza del lavoro: in bilico perenne tra trovate elettroniche e troppa melodia. E la sensazione è quella che non si riesca sempre a trovare un ideale punto d’incontro nel quale l’anima sperimentale viene oscurata: è il caso di “My Week Beats Your Year”, che nel suo incedere quasi dance sembra uscire fuori dal contesto dell’album, risultando solo fine a sè stessa (per non citare poi quello strano deja-vu). O anche di “Nothing Is Worth Losing That”, “At The Edge Of The World You Will Still Float” che nel loro r’n’b riechieggiano forse anche un pò troppo di Craig David. Momenti che non convincono assolutamente dal punto di vista compositivo.
Al contrario invece l’ambient/glicht sporco di “What It Is Without The Hand That Weilds It”, l’elettronica indie di “Bubble And Spike” (con la partecipazione di Lindsay Anderson dei L’Altra) la composizione quasi orchestrale elettronica della title track, riescono a centrare in maniera migliore le diverse sonorità risultando molto interessanti. Dichiarazione d’intenti riuscita per “I Lied” che per certi versi potrebbe ricordare Protection dei Massive Attack che incontra i Depeche Mode più pop: pezzo nel quale le due anime ricercate per tutto il disco convivono benissimo.
Tirando le somme, un giudizio non troppo negativo anche se per nulla convincente in toto. Un consiglio: da ascoltare in buona compagnia e lasciarsi andare. Se il disco ha queste pretese e basta, c’è riuscito in pieno.