Hoobastank – The Reason

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Ecco un buon di esempio di rock targato USA. “The Reason” è il secondo album degli Hoobastank, band originaria di Los Angeles, formatasi nel 1994 dall’incontro fra il cantante Doug Robb ed il chitarrista Dan Estrin, ancora liceali. Fu amore a prima vista: cominciarono subito a scrivere insieme ed ancora oggi sono loro il cervello creativo del gruppo. Nel 2001 esce “Hoobastank” e la stampa specializzata, visto il successo di gruppi come Creed e Korn, li etichetta prima come band post-grunge e poi come gruppo nu-metal. Ma la band del duo Robb-Estrin suona in realtà un gradevole rock da FM di stampo americano, che sa essere al contempo dolce e aggressivo quanto basta: il loro sound ricorda molto gli Incubus di “Morning View” (con i quali hanno girato in tour per gran parte del 2002, facendo tappe anche in Italia) ma il songwriting e gli arrangiamenti si accostano più ai cosiddetti gruppi post-grunge. Con “The Reason”, uscito in sordina alla fine del 2003 ed ora presenza stabile della top ten di Billboard grazie al traino del secondo singolo che ha il medesimo titolo dell’album, gli Hoobastank non si allontanano granchè dalla suddetta descrizione riuscendo però a mettere a fuoco tutto ciò che non lo era nel primo album. Sin dal primo pezzo, il rock anthem “Same Direction”, si capisce di avere di fronte una band onesta che è migliorata e maturata tantissimo grazie ai tanti concerti in giro per il mondo: nonostante la canzone tenti di ripercorrere le strade di “Crawling In The Dark” – la loro hit più famosa – l’impatto è buono ed i suoni prodotti da Howard Benson risultano più che accessibili. Si prosegue con “Out Of Control”, discreto brano scelto come singolo apripista, e “What Happened To Us” che ripropongono senza grandi invenzioni la formula strofa cantata/lenta + ritornello urlato/veloce. Gli episodi migliori sono costituiti dall’indiavolata “Just One”, dalle strofe costruite su chitarre acustiche e dal ritornello da cantare a squarciagola di “Lucky”, dalla dolcezza della title-track (davvero perfetta per l’airplay radiofonico) e dall’epica “Disappear”.
“The Reason” non sarà un disco destinato a rimanere nella storia ma ha la capacità di risultare molto gradevole anche dopo molteplici ascolti grazie alle buone, anche se non originalissime, melodie vocali create dal duo Robb/Estrin, agli arrangementi che prediligono pezzi di breve durata e all’impeccabile produzione che dà all’intero lavoro un sapore molto mainstream.