Ordinary Boys, The – Over the counter culture

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Però mica male sti ordinary boys, fanno la loro sfavillante entrata nella mia personale classifica dei dischi usciti in inghilterra quest’anno.
All’ultimo posto, assieme a i Beta Band.
Capirai… dalla copertina del NME mi immaginavo chissà che! Gli Ordinary Boys con Paul Weller! Già pensavo a chitare vintage, 335 col loro bel suono rotondo, distorsori valvolari grassi, un suono pieno a metà tra quello del modfather e Definitely Maybe.
Questo Over The Counter Culture puzza invece un po’ troppo di anni 80.
L’attitudine che emerge dal disco è simile a quella dei Blur in Modern Life Is rubbish: una ricerca delle melodie del passato per riscoprire un po’ la potenza delle canzoni che cantano/parlano dell’inghilterra con il recupero di un sound che più classico non si può. Obiettivo fallito su tutta la linea.
A parte che gli ordinary boys suonano come tutto tranne che come inglesi (sembrano dei Phantom Planet meno ricchi di suono, diciamo gli Ultimi Phantom Planet), ma le canzoni soprattutto sembrano incomplete, povere, e buttate là.
Talk talk talk poteva avere una maggiore ricerca di suoni (una volta tanto che l’acustica sotto ci stava bene) magari anche con una bella introduzione di ottoni e trombe sul prechorus invece di quel coro alla hooligan; Maybe someday (pezzo simil XTC che li ha lanciati) è qui riproposto in una versione pulita, ma con chitarre che non graffiano, che sembrano quasi finte.
Velo pietoso su Little bitch, un intermezzo troppo Madness per i miei gusti.
In analisi finale quindi il mezzo fallimento di Over The Counter Culture è imputabile metà alla band e metà alla produzione.
La band ha la colpa di canzoni troppo ovvie e scontate, cariche di quella nostalgia anni 80 che spazia dagli Smiths agli Xtc agli style Councyl. Ma qualche bella canzone e qualche bel riff ci sono (Over The Counter Culture, Week In Week Out, weekend revolution pezzo smithsiano)… peccato che qua entra in gioco la produzione che distrugge tutto, con un sound secco e poco pieno, quasi alla Franz Ferdinand, col risultato che -come per i Franz Ferdinand- si ha l’idea che al 100% la band sul palco sarà come il disco.
Solo che i Franz Ferdinand utilizzano 2 chitarre per riff incrociati, e quindi quel suono tagliente di Fender Mustang ci può anche stare. Ma se si suona tutto ad accordoni pieni si diventa irrimediabilmente ridicoli.

p.s. – ma che fine ha fatto la cassa? su alcuni pezzi (Weekend Revolution) manco si sente come dovrebbe!