Grand National – Kicking The National Habit

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

I Gran National sono un piacevolissimo gruppo pop dai ricordi disco, un mix di quel beat un po’ retrò un po’ dandy, che potrebbe ricordare i francesi Phoenix, qualche esperimento disco dei Pulp (tipo Razzmatazz) e soprattutto i Depeche mode quando facevano canzoni che non erano ancora impegnate nè tantomeno troppo cazzerellone.
Il suond è luccicante e glitterato, come un sottofondo da cocktail party in una villa-in molto chic. Insomma sì, l’avete capito: i Grand National sono un po’ modaioli, un po’ insopportabilmente snob ma allo stesso tempo irresistibili. Giocano con melodie elettro pop, con cassa e rullante pescati direttamente dagli anni settanta e immergono tutto in quel suono lounge di hammond stile Nonsolomoda che li potrebbe tranquillamente portare a ripetere per 20 minuti lo stesso giro tanto è sfiziosamente piacevole.
Il disco alterna momenti più soft (Peanuts Dreams) a esperimenti più di stampo ottanta (il synth di Talk Amongst Yourself, l’incedere di Daylight Goes dalla cadenza alla Police) che riportano alla mente moda e costumi diei duran Duran. Sono questi i momenti più riusciti dell’album, che tuttavia offre anche piacevoli spunti in cui il grupo riprende la propria identità “temporale”, si ricorda di essere nel 2004 e si avvicina molto (troppo?) agli Zoot Woman (Playing in the distance, Coming around) con l’unica differenza di mantenere sempre un’anima giocosa, che ha voglia di muoversi e lasciarsi andare al ritmo. Unica nota stonata del disco Boner, con il suo passo ska, ma presi dalla piccola euforia che regalano i Gran National ci si può passare sopra.
Magari non il sottofondo giusto per tutte le estati, ma sembra il disco perfetto per fare da sottofondo mentre ci si sposta da un locale all’altro.