Sons & daughters – Love the cup

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

La gente che sti sta interessando ai Sons and Daughters lo fa sotto consiglio di un certo Alex Kapranos. Ora se tale signor Kapranos fosse il nostro fidato salumiere a questo consiglio nessuno avrebbe dato peso più di tanto, ma poiché il Signor Kapranos è il leader dei Franz Ferdinand la stampa ha fatto di questo consiglio un imperativo buttandosi a capofitto su Love the cup.
E cosa si trova ascoltando Love the cup? In fin dei conti poco o niente di nuovo. Una band nata da una collaborazione illustre (David Gow degli Arab Strap e Adele Bethel) che però non raggiunge neanche ½ delle aspettative che fa crescere. Il disco è pervaso da un’atmosfera Folk un po’ troppo essenziale che ha difficoltà a decollare soprattutto perché ama adagiarsi in tappeti sonori, forse alla ricerca di una psichedelica che con i ridotti mezzi di cui dispongono è pressoché impossibile trovare, il risultato che ne consegue sono danze tribali, più o meno angosciose, giocate su riff scontati di chitarra, arpeggi vagamente Banhart-iani, ritmi secchi e decisi, con pochi stacchi e ancor meno fill.
Unico pregio il melodico intrecciarsi delle voci, sognante e un po’ paranoica la femminile, cupa e disturbata la maschile, che ricopre per lo più il ruolo di basso.
Ma il dubbio che pian piano avanza, facendosi pressante alla traccia Jonny Cash, è che questo dischetto non sia altro che un divertimento degli autori che, in una giornata uggiosa, non avendo nulla di meglio da fare, si sono messi a jammare un po’, ispirandosi ai loro autori preferiti non curandosi di una produzione o di una registrazione. E in un’epoca in cui il sensazionalismo la fa da padrone e dove ognuno, anche “il primo batterista che partecipò al demo di quel gruppo il cui cantante poi ha fatto con quell’altro quel disco che in canada ha sfondato”, può permettersi il lusso di bussare a casa discografiche con side project alla mano, non è stato difficile tramutare questa suonata in un album. Soprattutto se si è in 2, visto che ora come ora Two is the magic number.
E in questo caso potrebbe anche essere il voto per l’album.