Notwist, The – Neon Golden

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Quando sentii per la prima volta questo gruppo ero molto curioso e allo stesso tempo molto scettico, questo perché ne avevo fino ad allora sempre sentito parlare come “i nuovi radiohead” “i nuovi questo e i nuovi quello” e normalmente, quando si sentono questi paragoni ci si appresta ad ascoltare dei dischi terribili e scopiazzati. Ascoltando invece questo gioiello di elettro-pop che è “Neon golden” si tira un respiro di sollievo, questo perché centrano poco o niente con i gruppi a cui erano affiancati. I Notwist fanno parte di quella scena tedesca attivissima per quanto riguarda la musica elettronica, anzi si può dire che rientrano di certo fra i membri più rappresentativi di questa via musicale in terra di Germania. Appena si inizia ad ascoltare la prima traccia “One step inside doesn’t mean you understand” si rimane rapiti dall’intensità che questi musicisti riescono a dare alle loro canzoni, il brano si adagia su una trama elettronica semplice e perfetta ed è perfetto per introdurre l’ascoltatore nel mondo di questo album. Il secondo brano è il noto singolo “Pilot”, chitarra e basso la fanno da padroni per una canzone pop perfetta, orecchiabile, una di quei brani che ti restano incollati al cervello e che ti trovi a canticchiare mentre cammini. Per non parlare poi della successiva “Pick up the phone” (magari qualcuno ricorda lo splendido video), più triste come brano ma ugualmente forte per impatto sull’ascoltatore e dominato da una batteria elettronica semplicemente geniale. Tutto l’album scorre molto velocemente e lascia un senso di gradevolezza unico, pochissimi gruppi penso che riescano a creare album così piacevoli da ascoltare, anche a distanza di tempo dalla loro pubblicazione. I Notwist riescono a suonare una musica semplice, calda, elettronica ma allo stesso tempo accessibile, senza appunto privare l’ascoltatore di quel gusto per le belle melodie e per il bel canto. Basta ascoltare un brano come “Solitaire”, dominato dai sample e scarno ha comunque quelle proprietà che rendono una canzone piacevole da essere ascoltata in molte situazioni: salotto, automobile… Il riferimento continuo, parlando di questo gruppo, ai Radiohead acquista senso davvero solo per quanto riguarda “This room”, tranquillamente riconducibile a un’acquisizione delle sonorità che gli inglesi proponevano in “Kid-a”, particolarmente per quanto riguarda le linee vocali. “Neon Golden” si distacca però dai lavori dei Radiohead proprio per la grande semplicità e capacità comunicativa di questo disco, capace sin dai primi ascolti di entrare in testa e di rimanerci per un bel po’, riesce a essere nonostante la carica sperimentale delle basi un album semplice ed immediato, e perché no, rilassante da ascoltare. Personalmente poi adoro il brano conclusivo “Consequence”. Arpeggi di chitarra, voce dolce, batteria scarna. Penso sia uno dei miei brani pop preferiti. La serenità di questo brano è contagiosa, e se tutti i gruppi e gruppetti che fanno pop seguissero questo esempio avremmo veramente una giungla di ottimi album nei negozi. Certo i Notwist aggiungono veramente poco di nuovo al panorama musicale mondiale, pescano idee da gran parte della musica che abbiamo ascoltato dagli anni ’80 a oggi, ma lo fanno veramente bene e con ottimi risultati. In conclusione un lavoro che apprezzo moltissimo, che ha come croce una non ottimale distribuzione altrimenti avrebbe potuto essere tranquillamente un grandissimo successo, ma che comunque riesce a essere ancora oggi, a 3 anni dalla sua pubblicazione piacevole da ascoltare o da scoprire.