Kingbathmat – Fantastic Freak Show Carnival

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Direttamente dall’underground londinese mi arrivano notizie e musica di questo giovane promettente compositore, John Bassett, titolare del progetto Kingbathmat, giunto al rispettabilissimo traguardo del quarto cd e artefice di un rock psichedelico, a tratti hard, con molti contatti col passato e che si lascia apprezzare anche per alcuni interessanti tratti di modernismo, riscontrabili nel peculiare metodo di costruzione delle varie composizioni e per il personale e variegato utilizzo delle chitarre. “Fantastic Freak Show Carnival” mette in luce un artista ispirato e altamente a suo agio con piacevoli spunti melodici, siano essi su squisiti arpeggi chitarristici o su ammiccanti linee vocali, in aggiunta ad una contagiosa energia ed una vivacità creativa riscontrabile un po’ in tutti i brani. L’apertura del disco è affidata all’ipnotica e psichedelica “Ghost in the fire”, caratterizzata da bellissimi quanto acidi cori sullo sfondo, una chitarra killer sul ritornello e notevoli arpeggi liquidi nella strofa e sul bellissimo special. La proposta diventa leggermente più hard sulla title track, con qualche ricordo sabbathiano per l’ uso del riffing e per quel che riguarda le vocals, in cui a tratti sembra spuntare il fantasma di Ozzy Osbourne in preda ad un inguaribile innamoramento per i Beatles più psichedelici. Comunque sia la song è realmente ottima, ben strutturata e forte di chorus d’ altri tempi che farà la felicità di chi porta nel cuore gli anni 70. Altro picco qualitativo su “Sweet Iris”, una composizione più sospesa e d’ atmosfera, che punta ancora su cori ad effetto e su linee di chitarra ispirate, a volte armonizzate, che ispirano una malinconia a tratti surreale. Sognante lo strumentale “Illuminous Pups”, disteso su azzeccati crescendo armonici a loro volta impreziositi da un interessante varietà di suoni in solo, il tutto interrotto da un finale di stampo hard rock. Ma veniamo al piatto forte del disco, vale a dire gli oltre 11 minuti della conclusiva “Soul Searching Song”, affascinante trip a metà tra psichedelia e rock progressivo, con gustosissime fuzz guitars in evidenza, lancinanti guitar solos e una solidissima sezione ritmica che accoglie a più riprese bizzarrie sonore di ogni sorta. Davvero un gioiello di altri tempi. Il disco non ha al momento distribuzione in Italia: chi volesse entrare in contatto con la musica di Kingbathmat è invitato a visitare il sito www.kingbathmat.com dove è possibile ascoltare mp3 ed eventualmente acquistare il disco. Rocklab lo consiglia caldamente a tutti gli amanti del rock psichedelico.