Ex Models – Chrome Panthers

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Mancano di tastiera, ma alla batteria c’è nientemeno che Kid « metronomo umano » Millions; come avere dalla parte delle influenze gli Oneida pur rimanendone furbamente alla larga. Nel particolare, le influenze che gli Ex Models dovrebbero avere ci sono tutte, riferendoci soprattutto a quelle che lo schizofrenico batterista degli Oneida si è portato dietro – giri circolari ripetuti fino alla nausea, o catarsi come dir si voglia, lunghe note sostenute anche per secondi cui è dato l’onere di reggere una canzone intera, laboriosità meccanica (di quante conferme abbiamo ancora bisogno per eleggere Kid Millions sul paradiso dei batteristi? Il suo tocco ormai lo riconoscerebbe anche un bambino di cinque anni) al servizio di un’acidità ipnotica e sapienti giochi ritmici di devo-iana memoria. La bravura degli Ex Models è quindi quella di allontanarsi dal rumore fine a sé stesso al quale ci avevano abituato, canalizzandolo in intuizioni a nome Oneida (e questo lavoro è la cosa più vicina a Each One Teach One che possiate trovare in giro ultimamente) con monolitici episodi di rumore schizzato, scarno e metallurgico. Come schegge d’acciaio impazzite infilate nella carne e ripetute all’infinito fino all’esasperazione. File under: DNA (Mutiny e Buy American su tutti), Mars (Chrome Hearts e l’omonimo intro), noise, no wave, punk e soprattutto New York: come potrebbe non essere?