Intervista a Negramaro: ‘Vedrai Vedrai’… che Negramaro

  • Rocklab: In quale corrente ritenete più corretto inserire la vostra musica e in quale non vorreste essere inseriti?
  • Giuliano: I negramaro suonano rock. Qualcuno ha battezzato il nostro genere “emo-music” ed è una definizione che ci piace anche se le etichette non servono a molto. C’è una musica che viene da dentro ed è quella che parla nel linguaggio universale delle emozioni.
  • R: Quali artisti hanno influenzato maggiormente il vostro percorso artistico?
  • G: Sono molteplici le influenze che possiamo sintetizzare in un mix di tradizione cantautorale italiana (Tenco, Battisti) ed il concetto di band moderna ispirato ad esponenti come Doors, Radiohead, Pink Floyd. , contaminato di roots ed elettronica.
  • R: Cosa ha significato il passaggio alla Sugar?
  • G: Il nostro esordio discografico è avvenuto con la Sugar. Dopo le prime autoproduzioni era fondamentale lavorare con un’etichetta indipendente. Il fatto che Caterina Caselli sia prima di tutto un’artista non può che rendere ancora più armonioso il rapporto con la nostra casa discografica.
  • R: Qual è il vostro rapporto con la musica Salentina e con l’esplosione del reggae ?
  • G: Nei nostri brani non ci sono riferimenti espliciti alla tradizione popolare salentina, tuttavia nel nostro album si può ascoltare un antico scongiuro salentino recitato in vernacolo, mentre sul palco ci piace improvvisare un’ipnotica versione di Lu rusciu te lu mare. Ci portiamo dietro il nostro pezzo di salentinità! Siamo molto amici con i Sud Sound System. A Lecce c’è un gran fermento musicale e non si suona solo reggae.
  • R: Com’è ricaduta la scelta sull’Immensità? E quale altra cover vi piacerebbe realizzare nell’immediato?
  • G: L’immensità di Don Backy è un brano che appartiene alla tradizione cantautorale italiana. Si tratta di una canzone che da piccoli, grazie ai nostri genitori, ascoltavamo ovunque anche senza avere per forza il disco o qualsiasi altro supporto magnetico… A un certo punto abbiamo deciso di “strimpellarla” in sala prove senza conoscere la versione originale e, in qualche modo, ce ne siamo “appropriati”! Ci piace molto interpretare canzoni di altri artisti, anche se in chiave strettamente negramaro. Una delle bellissime canzoni di Tenco, per esempio, potrebbe far parte delle prossime interpretazioni.
  • R: Il disco si chiude con la ripresa del brano Scomoda-mente, come nasce questa conclusione molto più elettronica rispetto al resto dell’album?
  • G: Durante la preproduzione del disco, Andrea, il pianista, aveva realizzato una stesura iniziale di arrangiamento elettronico con un loop di pianoforte che poi ha dato l’input per l’arrangiamento del brano vero e proprio. Ci sembrava carina l’idea di riprendere quel pezzo come ghost track perché in qualche modo ripropone delle atmosfere legate alla realizzazione iniziale del disco.
  • R: Alcuni dei pezzi dell’album fanno parte della colonna sonora del film “La Febbre”….come siete arrivati al cinema?
  • G: E’ stata un’esperienza nuova per i negramaro, molto interessante e stimolante. Ci siamo “affacciati” per caso su questo nuovo mondo, trascinati dall’entusiasmo di Alessandro D’Alatri, il regista, che ci ha dato carta bianca nella realizzazione della colonna sonora del film, perché innamorato di tutti quei brani nuovi che successivamente avrebbero fatto parte del nostro ultimo album. La maggior parte dei brani sono in versione acustica perché registrati direttamente sul set, a stretto contatto con gli attori, con la produzione, con tutto il cast e, indubbiamente, ogni emozione e atmosfera di quei giorni è stata tradotta in musica e rimasta inviolata nel film.
  • R: Con quale artista vi piacerebbe collaborare?
  • G: Siamo sempre stati aperti alle collaborazioni con altri artisti, l’ultima è stata proprio quella relativa all’ultima traccia del disco, con Paolo Fresu che ci ha regalato un prezioso assaggio delle sue innate qualità.
    Di solito ci lasciamo trasportare da eventi e occasioni che si vengono a creare nel nostro percorso artistico, che spontaneamente ci portano a intraprendere dei rapporti artistici con altri personaggi. Ma se proprio dovessi fare un nome, sarebbe interessante vedere i risultati di una collaborazione con Lorenzo Jovanotti!