Broadcast – Tender Buttons

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Sì, ok, gli Stereolab, HaHa Sound. Però ora meno bambini e molto più cool. I Broadcast, definiti fedeli epigoni del gruppo di Laetitia Sadier e Tim Gane, tentano proprio di staccarsi da questa etichetta ben presto affibbiatagli e, per l’occasione, si tingono di un colore drammatico e fuori fuoco, un rosa che col tempo diventa un grigio sporco. Tender Buttons è quindi un disco essenziale, scarnificato fino in fondo che punta direttamente all’ossatura dell’arrangiamento, con un gusto pop nascosto dietro una palpitazione di synth così simile ad una fragile e trasparante pelle da notare le vene bluastre scorrere sotto; nulla si sovrappone a nulla, la musica è un lento scorrere di sensazioni mai completamente portate alla luce, mai completamente definite, quasi inquietante nei suoi scatti nervosi di black out (“Corporeal”, “Arc Of A Journey”). Più che riflessivo, il gruppo guidato dalla voce di Trish Keenan sembra puntare, con l’ausilio di tremolanti feedback di chitarre e tappeti di synth, ad un approccio fortemente fisico, con l’unico scopo non dichiarato di insinuarsi sottopelle, sia dove i toni si fanno vicini a degli Air colmi d’inquietudine (“I Found The F”), sia dove si sceglie la via del minimalismo acustico (“Tears In The Typing Pool”). Belle le micro-variazioni emotive ad opera My Bloody Valentine, ma un vago senso di ripetitività coglie l’album nella sua interezza.