dEUS – Pocket revolution

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

I dEUS tornato dopo sei anni con “Pocket revolution”. Ho ascoltato un bel po’ questo disco prima di iniziare a scrivere, questo perché le prime considerazioni erano veramente poca roba. Le prime impressioni: è un album fresco, solare, sarebbe dovuto uscire in estate piena per essere apprezzato meglio, ma il resto? Nulla mi rimaneva attaccato di questo nuovo lavoro della band belga. Ascoltandolo per un po’ pian piano ho preso confidenza con questo album. All’inizio, sarà la classica “sindrome del play” l’unico brano che mi aveva veramente colpito era l’iniziale “Bad timing”, e ancora adesso mi sembra uno dei punti migliori del disco, trascinante e precisa è veramente un buon brano. Francamente non mi hanno colpito particolarmente gli episodi più “rock” dell’album, come “Stop-start nature” o “Cold sun of circostance”, le trovo un po’ obsolete, prive di quel mordente che mi fa apprezzare i brani di genere. Non voglio dire che siano suonate male, anzi tuttaltro, è che non mi hanno dato assolutamente nulla anche con un ascolto ripetuto. Più convincenti invece i brani melodici come la splendida “Include me out”, posata su un tappeto di chitarra elegante e ben costruito è probabilmente il brano che preferisco del disco. Ugualmente valide “The real sugar” e la conclusiva “Nothing really ends”. Non mancano comunque episodi alternativi e particolari come l’ammaliante title track “Pocket revolution” che perde un po’ nel ritornello ma che sa essere molto piacevole nelle strofe. In conclusione un album piacevole, ben composto e ben suonato, ma che personalmente ho trovato un po’ privo di quella capacità di restarmi in testa, particolarmente dopo le esperienze degli album precedenti (“Jigsaw you” la divorai letteralmente quando ne scoprii la bellezza) devo ammettere di essere rimasto un po’ deluso da questo “Pocket revolution”, nonostante sia un ottimo lavoro non è riuscito proprio ad impressionarmi. Spero che per ascoltare qualcosa di nuovo e che mi dia soddisfazione da un’ottima band come i dEUS non mi tocchi aspettare altri sei anni.