Madeleine Peyroux – Careless Love

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

Due dischi in otto anni e Billie Holiday nelle referenze; Madeleine Peyroux muove i passi verso il successo dalla sua voce straordinaria ed una sensibilità rara nel campo musicale – un’americana trapiantata nella Parigi degli anni 30’-40’ – che la porta a spaziare attraverso tutta la cultura statunitense e francese – da Leonard Cohen (Dance Me to the End of Love) ad Elliott Smith (Between the Bars) e Josephine Baker (Careless Love). Intendiamoci, se il boom del jazz easy listening ha aperto la strada a molte cantanti, il percorso della Peyroux sembra ben diverso, a partire già dall’associazione con Billie Holiday. Che sia chiaro, certi paragoni basterebbero a stroncare come a risollevare la carriera di ognuno; quel che voglio dire è che paragonare una leggenda del jazz femminile ad un’esordiente porta con sé tutti i rischi del caso e che la Peyroux è riuscita a trovare il carattere distintivo nella sua voce, che trasforma i limiti in pregi: dove l’interpretazione vocale della Holiday si fa sofferente, la sua diventa malinconica; dove evoca tristezza, si ritorna ad un mal de vivre tipicamente parigino, leggero, espressione di una forma mentis atta più a ricalcare emozioni fumose e leggere. Ed è qui che la Peyroux stupisce: il suo jazz sa tornare alle radici di quella musica da whisky e sigarette, riuscendo a contaminarlo con la più classica delle tradizioni americane, il blues (testimoniato dallo standard omonimo al disco scritto da W.C. Handy per Bessie Smith), riunendo sotto un’unica ala due differenti scuole di pensiero: gli chansonnier francesi e quelli americani. Il risultato è una personalità sorprendente capace di parlare direttamente ai sentimenti più vivi delle persone. Un disco tutto da scoprire.