N.A.M.B. + Madasky: Nessuna Scusa

Qui a Bari ci lamentiamo da anni perché effettivamente veniamo riconosciuti come meta di validi artisti e cantastorie solo in pochissime e rarissime occasioni. Il diabolico sogno per un soggetto spietato come me assume lo scenario di una totale sconfitta delle feste modaiole con la Carrà remixata in sottofondo, l’annientamento delle facce arrostite dalle lampade, un rogo di borsette griffate insieme a quei colletti di camicie che arrivano alle orecchie. Detto in questo modo sembra quasi di rasentare un fanatismo politico antiquato e barboso. Ma non è così. Bari è realmente infestata da gruppi di mocciosi che si insinuano organizzatori di megafeste. Occupano locali strutturalmente favolosi che niente hanno da invidiare ai locali delle grandi città italiane, ma quello che vendono durante questi party è davvero robaccia di pessimo livello, cocktail alcolici inclusi. In tutto questo c’è un’esigua minoranza che invece cerca in tutti i modi di sopprimere questo assurdo monopolio e negli ultimi tempi qualcuno ha deciso di prendere in mano le redini della situazione. Lo Zenzero e un paio di altre location rimangono le uniche roccaforti di quelle persone che invece reclamano buona musica, ma nonostante ciò continua ad esserci qualcosa di misterioso che rende la gioventù barese enigmatica e sfuggente. Ci tengo particolarmente a questa premessa perchè non riesco ancora a spiegarmi come mai, nonostante qualcuno stia cercando di offrirci valide alternative, se si propone una serata con i N.A.M.B. e Madasky o come è successo in precedenza con Howie B, il numero delle presenze all’evento si conta con lo sguardo. L’orario previsto per l’inizio del concerto dei torinesi è per le 22 ma alle 24 il locale è ancora semivuoto. La band evidentemente stanca di attendere ulteriormente sale sul palco con estrema dignità e apre lo spettacolo con sicurezza e grinta da vendere. L’esperienza di Madasky risuona in ogni pezzo e la violenza dei suoi ritmi contribuisce ad aumentare la fermezza dei quattro che in pochissimi metri quadrati di palco sputano determinazione e dinamismo. Definiti dalla critica come una band dalle sonorità elettro-pop, synth-pop con richiami new wave, mi sono ritrovata invece dinanzi ad un esibizione molto ma molto rock con una prepotenza un po’ metal e un po’ hardcore, favorita dalla teatrale voce di Davide Tomat che già sulle note di “Snake Love” graffia e scalda gli animi dei pochi presenti. Madasky domina maestoso la sua consolle accarezzando continuamente la sua “appendice” dredlock e lasciando trasparire estrema intesa con i compagni. L’inaspettata destrezza emerge anche con la ballata “Sogni” durante la quale questi simpatici piemontesi riescono a ricordarci, a loro modo, la straordinaria bellezza delle atmosfere dei Depeche Mode di diversi anni fa. Inaspettata anche la convincente presenza scenica del Tomat che, dalle perfette fattezze di bello e dannato, salta dalle tonalità cupe e cavernose durante la cover di “Black Hole Sun”, a mio parere accattivante e ben riuscita, alle urla distorte di “Un Anno Fa”. Niente da fare però, nonostante l’ormai tarda ora e nonostante l’atmosfera si sia piacevolmente sgelata, questo dannato posto è ancora vuoto. Finito il concerto Madasky passa al djset cercando di richiamare l’attenzione dei fiduciosi rimasti con una selezione elettronica anni ottanta di tutto rispetto, scomodando per gli immeritevoli pugliesi Kraftwerk e soci. Ma sono ormai le 2.30 del mattino e questo locale non è mai stato così fottutamente arieggiato e percorribile. Penso che gli stessi N.A.M.B., che prima del concerto chiacchierando con i primi e gli ultimi giunti sul posto avevano espresso la loro ammirazione nei confronti del fermento barese, si siano ricreduti. Passi il fatto che essendo ancora poco conosciuti generano diffidenza sulle loro effettive capacità, e passi anche il fatto che in quei 7 euro (costo del biglietto) non era inclusa quella maledetta consumazione alcolica, ma un Madasky poteva essere considerato un biglietto da visita di tutto rispetto. Avrebbe dovuto convincere molto più di un esiguo numero di persone che anche i N.A.M.B. meritano riconoscimenti.