Posies, The: L'amico dei R.E.M.

Perchè sono andato al concerto dei Posies? Perchè dicono che dal vivo sono molto potenti, o forse perchè sono uno di quei nomi dell'undeground Americano che viene nominato raramente, o forse perchè il chitarrista è da molti definito il quinto R.E.M. (affermazione che non significa un cazzo visto che da tempo manca il quarto R.E.M.) O forse era perchè avevo bisogno di un live, mi andava di uscire, c'era una congiunzione astrale di centenaria ricorrenza che mi costringeva ad andare a sentire una band che inizia con la P…Insomma, un po' per tutto tranne che per la musica dei Posies perchè io dei Posies non so davvero niente, e per niente vuol dire che non ho mai sentito neanche un pezzo, 10 secondi di un brano, il cantante che si accordava per sbaglio. E visto i presenti che ci sono appena entro (13?) mi viene da credere che molti ne sanno quanto me. Il pubblico fa infatti fatica sia a crescere col passar del tempo, ma soprattutto fa fatica a mostrare interesse per la serata persino quando i 4 entrano nel locale e si fermano accanto allo stand del merchandising. Qualche timido fan si avvicina col classico pennarello nero, qualche altro scambia 2 chiacchiere, la maggior parte della gente non ha ancora connosseo i 4 strani ndividui con i Posies. L'indifferenza di tutti li accompagna anche quando prendono posto sul palco tanto che Matt Harris invita ad avvicinarsi ed ad accorciare la grande distanza che c'è tra loro stessi e la “folla”. Si e no eravamo in 50, ad abbiamo assistito al concerto in modo divertito ma non certo coinvolto, gustando un live piacevole ma poco incisivo e, nonostante i suoni pesanti, veramente leggero. Il power pop -perchè di power pop alla fine si tratta- dei Posies è infatti tanto gradevole e diretto quanto insipido e inconsistente, le canzoni riescono a farti tenere il tempo con il piede e con la testa, ma non hanno quella melodia killer, quel ritornello che ti entra in testa e alla seconda strofa già canticchi, quella presa che li rende subito simpatici e più vicini (insomma, non sono i Weezer). Per tutta la serata c'è sempre stato un netto distacco tra noi del pubblico, presi da qualche drink e interessati da qualche assolo, e i Posies stessi che si dimenavano presi dai loro brani, fornendo un “apporto” scenico alla serata che di sicuro ha aiutato a scongiurare qualche sbadiglio. Non è certo colpa loro per questa serata un po' sotto la media… anzi, le faccie dei presenti che sapevano i pezzi (in particolare due ragazze al limite dall'essere fan) erano compiaciute e soddisfatte, sia per l'esecuzione dei brani, perfetta e accattivante, sia per lo show rock'n'roll che si nascondeva in ogni canzone, con Jon Auer che lancia ogni tanto la chitarra in aria e la riprende al volo continuando l'assolo -da non credere- e Ken Stringfellow che si dedicava a qualche posa in stile Hellacopters. Ma Non basta certo qualche trovata del genere a fare di questo concerto un bel concerto. Almeno per come la vedo io, senza contare che appena la band ha incominciato a saltare su ogni stacco come una qualsiasi limp bizkit band che NON si rispetti, i Posies mi sono veramente caduti molto, mooolto in basso, così in basso che non è certo bastata la trovata di scendere dallo stage e suonare in mezzo alla gente per riuscire a risalire l'abisso. E così tra quinte a volontà e un drumming hard rock tipico degli anni 80, dopo un'ora scarsa, la serata si è chiusa con lo stesso disinteresse con cui è partita. Diciamolo, ce ne saranno in giro milioni di gruppi come i Posies, sfortunatamente non tutti possono avere un componente che ogni tanto va a suonare con Stipe e soci

  • belle le foto. però posso chiederti perchè, se non ti piacciono i posies, hai scritto l'articolo? o perlomeno, troppo facile dire: fanno dei salti come i limp bizkit e allora sono dei coglioni (a parte che i posies i salti li facevano già nel 94 quando i limp erano ancora in fasce).
    la posa del gruppo è criticabile si, ma anche no. gli hellacopters, di nuovo, non c'entrano niente. è come dire che i beatles fanno canzoni pop alla oasis. nel loro genere i posies sono unici: uniscono canzoni power pop con ritornelli assolutamente orecchiabili (bisognerebbe ascoltare almeno un disco per dirlo, no?) a un sound granitico grunge style di area seattleiana (loro stessi sono di seattle). il che vuol dire che sul palco hanno grinta quanta ne avevano i nirvana, rimanendo pero' una band che scrive canzoni pop da 3 minuti. stringfellow suona nei rem perchè è uno con le palle, è un produttore, polistrumentista, e ha già fatto un paio di dischi da solista. se michael stipe l'ha "assoldato", e stipe non è l'ultimo stronzo della terra, ci sarà un motivo.
    sono un fan ma scrivo da civile persona qualunque: non mi interessa se ti sono piaciuti o no, libero di pensarla come vuoi. solo, prima di far pubblicare una paginetta scritta da te su un gruppo che neanche conosci cercando due minchiatelle simpatiche da dire e copia-incollando i nomi di auer e stringfellow, beh, pensaci due volte.

  • non mi sono firmato, scusa.
    enrico.

  • Semplicemente sono andato al concerto e ho scritto quel che me ne è sembrato. Poi se hanno fatto 18 dischi o 1, se fa il produttore o il muratore, se sono arrivati prima o dopo l'impressione sempre quella resta.

  • Concordo con Enrico, troppo facile giudicare una band, che volenti o nolenti, è storica, da elementi esteriori o da "impressioni", oltretutto dettati dal fatto che i P. si siano trovati di fronte ad una situazione surreale come quella (questa volta, obiettivamente) descritta, in quanto fare un concerto di rock di un certo tipo a Roma è come vendere gelati al Polo Nord (anche come freddezza di pubblico!). Perché, invece di parlare solo delle collaborazioni con i REM, non riferiamo del fatto che i sigg. Auer e Stringfellow sono stati gli unici a convincere un certo sig. Alex Chilton (vi dice niente?) a riformare una band di nome Big Star (come sopra). Mai sentito di un disco intitolato Dear 23? Ragazzi, scherzate con i fanti, ma lasciate stare i….