One Dimensional Man – Take me away

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Tante attese per il nuovo disco di un gruppo importante. Troppo importante per la musica fatta in Italia. Troppe aspettative dopo quel monumentale capolavoro che è “You kill me”. Tanta curiosità per l’ingresso in formazione del chitarrista Carlo Veneziano al posto di Giulio Favero. Invece “Take me away” è un passo indietro. Peccato perché i primi due pezzi sono sulla buona strada: “Fool world”, con quel piano un po’ buttato lì ma che risulta trascinante, e “Tell me Marie”. Ma allora che cosa c’è che non va? Le canzoni passate ti mettevano al tappeto senza fiato in due minuti al massimo, queste invece sono più lunghe: l’impatto diminuisce e aumenta la ripetività. Anche perché la costruzione rimane generalmente la stessa (potenza negli intro e ritornelli, strofe basate essenzialmente su voce + base ritmica) sebbene meno legata all’influenza Blues Explosion/Jesus Lizard. Le parti di chitarra sono più rock nel senso classico del termine, e mancanti di quell’indispensabile nervosismo che caratterizzava vecchi successi come “Drink the poison” o “Saint Roy”. Tutto ciò fa sì che l’insieme abbia meno freschezza. La voglia di fare cose nuove c’è: “Mad at me” è probabilmente il primo lento nella loro storia, ma risulta troppo standard. Invece in “3 little women” e “Take me away” finiscono per assomigliare ad un gruppo che imita gli Omd. Alla fine un disco non brutto, ma che sfigura completamente quando nel lettore inserisco il precedente “You kill me”.