Capossela, Vinicio – Ovunque proteggi

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Un uomo ama una donna, la ama alla follia ma del resto lui è un po’ pazzo, per più di dieci anni si dedica solamente a lei e tantissima gente riesce ad apprezzare una tale esplosione di sentimenti. Passano gli anni e i due decidono di porre fine a quella fase ponendo un vincolo alla loro unione durante una festa gitana. Dopo due anni nasce un figlio che ha le stesse caratteristiche di quell’amore ma una faccia tutta nuova e che porta fresca linfa a questo bellissimo sodalizio. Questo succede anche a quel formidabile cantautore che è Capossela, dopo dieci anni segnati da uno stile inconfondibile e da ottime canzoni si è congedato con un best of per tornare dopo due anni con questo “Ovunque proteggi” Ai primi ascolti mi ha lasciato un po’ spiazzato, mancano quei singoli che restavano in mente e che ci si ritrovava a canticchiare come “Il ballo di san Vito”, “All’una e 35 circa” e “Maraja”, ma dopo due giorni ininterrotti d’ascolti ho capito che stavo ascoltando quello che a mio giudizio è senza ombra di dubbio il suo capolavoro. “Ovunque proteggi” mantiene l’approccio solito di Vinicio, inconfondibile, sornione, ma presenta una personalità musicale tutta nuova, infatti, le tredici tracce sono uniche nella loro totalità senza canzoni che spiccano per orecchiabilità ma con un risultato complessivo splendido e grandioso, nonostante il cantautore abbia registrato i brani in maniera che fossero ognuno a sè stante (cosa che comunque accade) l’unione degli stessi è probabilmente il principale punto di forza dell’opera. Fenomenali i testi, bellissimi e molto più articolati rispetto al passato gli arrangiamenti, fanno si che non ci sia una canzone brutta in tutto il disco, l’iniziale “Non trattare” è musicalmente quella che mi piace di più, “Dove siamo rimasti a terra Nutless” è fantastica nel suo dividersi fra dolcezza, malinconia e folle gioia, “Ss dei naufragati” ha un testo incredibile che la rende epica e struggente, la finale “Ovunque proteggi” è come un abbraccio di commiato. Il nuovo figlio di Capossela nato dal suo amore per la musica è una ventata d’aria fresca per la mente e l’udito, un lavoro unico e impedibile sia per chi amava la sua musica già prima che per chi vuole conoscerla adesso, il canto soave di un genio ubriaco che accompagna in un’avventura musicale con davvero pochissimi eguali.