Cat Power – The Greatest

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Che la chiamino gatta morta ormai non è un segreto più per nessuno. E neanche un’offesa, ascoltate The Greatest. Sembra l’ennesima raccolta di pezzi soul da discount, ma che riesce perfettamente nell’intento di farti seguire il tempo schioccando le dita. Il disco che passerebbero per radio e tutte le mamme del mondo riuscirebbero ad ascoltarlo, innocuo, un po’ solare e un po’ no, e con tutte le melodie mezzo soul, mezzo blues, mezzo country del caso, organi, piani e drumming al limite della perfezione; quasi come guardare un film sulla Memphis dei bei tempi con tanto di lieto fine. Diciamocelo, ascoltando la discografia sembra quasi che la voce di Cat Power non aspetti altro che qualche piano sopra ballatone soul e honky tonk per sviolinare qualche frase depressissima su un amore non finito e storie del genere. In fondo mi fa quasi paura scrivere che forse questo è il disco perfetto per una come Cat Power: episodio esemplare di come un disco perfettamente già patrimonio di tutti possa ancora regalare qualche emozione; i toni dimessi da crooner soul di Lived in a bars, la disperazione cinematografica di Where is my love, il sax dimesso di Willie, perfino la copertina ci riportano ad un immaginario ben preciso, sensibile e rassicurante. Standard, discreto, senza sbalzi, suonato perfettamente e con una bella voce abbastanza emozionante. Passerete una bella mezz’ora.