Massimo Volume – Da Qui

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Se “Lungo i bordi” è il capolavoro poetico di Clementi e dei Massimo volume, “Da qui” è invece secondo me il suo corrispettivo narrativo. Inizio sparandola grossa: musicalmente preferisco questo album a “Lungo i bordi”. La chitarra suona molto più trascinante, la melodia è sempre compatta e non solo al servizio delle parole. Come dicevo “Da qui” è inquadrabile più come parti di un romanzo, il lirismo di Clementi diventa più quello di un racconto, e la caratteristica è evidente in tutti brani. In “Atto definitivo” abbiamo una confessione a cuore aperto, mentre nel duo di canzoni molto simili “La città morta” e “Senza un posto dove dormire” lo scenario descritto rispecchia perfettamente lo squallore e il caos emotivo. Non vorrei parlando di questo incredibile album entrare in un ruolo che non ho mai sopportato: quello di chi vuol spiegare cosa intende dire un’altra persona. Penso che ognuno di noi possa trovarsi nelle parole di Clementi e interpretarle a seconda delle situazioni e degli stati d’animo. Ci tengo, però a professare il mio amore per il minuto di dolcezza di “C’è questo stanotte”, una solitudine in compagnia, pochissime parole che, però colpiscono in pieno volto l’ascoltatore e dimostrano una delle capacità poetiche più alte della musica recente, capace con un numero veramente esiguo di frasi di creare un quadro così perfetto, congelato e allo stesso tempo dinamico, in quella che è per me la miglior canzone dei Massimo Volume. Ascoltatelo questo disco, inseritelo nel lettore e aprite il vostro cuore alle tristi storie (che però sono anche capaci di rialzarsi in una semplice allegria dopo un dramma come la conclusiva “Stagioni”) che Clementi vi racconta e che la sua band accompagna con grazia e con una capacità musicale con pochi eguali, perché anche frugando per anni negli scaffali della musica mondiale ne troverete davvero pochi, se non nessuno di gruppi, capaci di riversare sull’ascoltatore una tale valanga di emozioni e di portare un male così dolce e benvenuto all’ascoltatore.