XXL: Quando la somma delle parti non è qualcosa di matematico

Come in un film d’azione dove il protagonista ormai dato per spacciato nelle grinfie del cattivo di turno riesce all’ultimo minuto con un lampo di genio a ribaltare la situazione, così gli xxl (xiu xiu più larsen) che su disco non convincono più di tanto dal vivo diventano un’esperienza semplicemente estasiante. Con molto ritardo rispetto all’ora annunciata (causa un inaspettato spettacolo nella vicina pista di pattinaggio con un coro terrificante che proprio non ne voleva sapere di spegnere i microfoni) salgono per primi sul palco i torinesi Larsen che propongono tre brani del loro post-rock sognante e ben costruito nel quale spiccano innesti originali e ben architettati di fisarmonica. La loro esibizione è perfetta per prendere per mano il pubblico accorso numeroso al Banano tsunami e introdurlo a quello che sta per ascoltare. Anche gli Xiu xiu eseguono solo tre canzoni; quando iniziano con un’emotiva e incredibile “Apistat” non resta altro che rimanere senza parole di fronte all’intensità del duo americano. Jamie Stewart appare subito in gran forma, scatenato sia con la chitarra in mano che negli interventi alle percussioni, Caralee McElroy è sempre pronta ad assecondarlo dietro ai sintetizzatori e dimostra anche fantastiche capacità vocali. Il finale della breve esibizione è l’apice della serata, una versione intimissima di “Sad pony guerilla girl” che credo ricorderò a lungo, emozionante in ogni sua nota, sentire poi l’ultima parte cantata da Caralee è stato semplicemente fantastico. Come dicevo in apertura sono rimasto spiazzato da quanto mi siano piaciuti i due gruppi uniti in quel progetto musicale che su disco, a parte qualche episodio, non era mai riuscito a conquistarmi fino in fondo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dai brani strumentali come “Birthday song”, canzoni che giudicavo i punti deboli della collaborazione. Perfetta e coinvolgente “Paw paw paw…” che dal vivo diventa ancora più coinvolgente e bella che su disco. Semplicemente fenomenale la chiusura affidata a “Prince charming” portata fino all’eccesso sonoro per poi concluderla con una lunghissima improvvisazione noise in una parola entusiasmante, con Jamie Stewart che tra le urla degli strumenti gioca con i piatti lanciandoli dappertutto. Una serata che aspettavo da tanto e che ha ripagato in pieno le mie aspettative dandomi anche piacevoli sorprese.

Foto by Anna Positano posianna81.deviantart.com / posianna81.buzznet.com

  • Un bellissimo concerto.. davvero emozionante!