Controller Controller – X-Amounts

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Per essere un album d’esordio fa uno strano effetto, sembra quasi una band che sta per cadere nel dimenticatoio e gioca il tutto per tutto tuffandosi nella coda dell’ultimo filone indie/wave che ripesca i ritmi di Franz Ferdinand contaminandoli con un sound più spiccatamente disco. Peccato, perchè come album di presentazione i Controller Controller avrebbero potuto fare di meglio. Hanno la tecnica, la creatività, l’originalità di un ensemble che mischia voce femminile e maschile. Quel che manca è il coraggio. E quindi ecco ritrovare l’ennesima copia dei Bravery, ma molto molto meno convincente. Le batterie in levare e il basso incalzante presente nei pezzi non salvano i cinque elementi della band. E, a dirla tutta, dove siano davvero queste cinque persone sul disco non si è ben capito perchè, ad esempio, I We Are Scientist sono in tre e in fatto di sound li disintegrano. È un’impressione o ogni singola persona si limita a suonare una singola nota? Ce n’è tanta di gente che ha finalmente capito che un disco si può giocare sui vuoti musicali (anzichè su un sound colmo e pomposo), ma questo gioco non funziona: le tracks sono troppo spoglie e prive di personalità e finiscono per somigliarsi tutte, senza riuscire a destare interesse, senza lasciare quel segno che ci si sarebbe aspettati. Invece di perder tempo a realizzare una session fotografica per il book finta e leccata come solo gli Strokes sanno fare (prima impressione alla vista del book: prodotto da discount incartato in una gioielleria) si doveva lavorare e sfruttare le potenzialità dei cinque strumenti (attenzione, sugli strumenti, perchè gli strumentisti sembrano a dir poco scarsi!!!) e soprattutto sulla scala e la tonalità delle melodie visto che sono sempre gli stessi identici accordi (e ci credo che suona uguale alla fine!). E dire che le ossa il gruppo se le è fatte con innumerevoli tour di spalla ai Death From Above, Vhs or Beta e The Organ. Sfortunatamente non sempre chi va con lo zoppo impara a zoppicare.