Frostmoon Eclipse – Dead and Forever Gone

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A me il black metal che facevano i Frostmoon Eclipse non dispiaceva. Originale? No, un onesto black metal abbastanza melodico di stampo svedese, di efficace impatto, qualche incursione di chitarra acustica e linee vocali azzeccate. Dissection? Si, grazie. Si capisce che, non sapendo assolutamente nulla su quest’ultimo disco, ci son rimasto più o meno secco mentre, skippando avanti e indietro, di black metal non ne ho trovata nemmeno l’ombra. Perché questo è un disco acustico. Ora, la prima cosa che passa per la testa è: anche loro si son messi in testa di fare i metallari sensibili e teneroni mettendo insieme una manciata di noiosi pezzi dark/depressive/folk in chiave acustica, tanto ora va di moda. Dopo svariati ascolti, purtroppo, questa sensazione non se n’è andata completamente, sostanzialmente perché buona parte delle canzoni è abbastanza monotona, soprattutto per colpa della voce, che in un album di questo tipo deve essere varia ed emozionale. Strumentalmente non c’è niente da rimproverare, buone intuizioni e arrangiamenti, a parte una generale piattezza dei suoni, seppur ben delineati e puliti, che rende l’ascolto prolungato leggermente irritante. Tutto questo non toglie che “A Moment Long a Lifetime” è un grandissimo pezzo, seguito a pochissima distanza da “What Could Have Been”. La domanda è: questo disco e’ un episodio isolato? Se la risposta è sì, peccato, poteva riuscire meglio, si spera bene per un ritorno al black magari con stacchi acustici di questo calibro. Se la risposta è no, e la direzione musicale del gruppo è così drasticamente cambiata, beh, i consigli sono di puntare a più varietà e personalità, anche nella produzione, che è importante.