Battles – Ep C – B Ep

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Tra le figure più affascinanti della musica dell’ultimo decennio, Ian Williams può ambire facilmente a scelta ad uno dei primi cinque posti. Nel suo curriculum possiamo trovare in poche mosse tutte le deviazioni della chitarra e del cosìdetto post rock degli ultimi anni: Don Caballero (ovvero la trasmutazione ritmica più credibile del post-Red crimsoniano), Storm & Stress (la decostruzione muscolare degli stessi Don Caballero) e per ultimo la sua più recente creatura, i Battles, ovvero la sintesi indie-ma-non-troppo dei suddetti passati capitoli.
David Konopka, Tyonday Braxton, la drum machine umana John Stanier (ex Helmet) e Ian Williams hanno il dono del songwriting math rock multitasking, ovvero incastrano ritmiche impensabili, frammentano giri di synth e chitarra in schegge di suono minimali in sottrazione, si sovracampionano decine di volte, addirittura costruiscono loop di beatbox da cui far partire i pezzi, tutto con una facilità e un’orecchiabilità da farti pensare che sulla carta l’operazione della Warp di unire di vari EP in un solo lp sia una manna dal cielo. In verità non è così: dodici tracce per lo più manieristiche e senza il formato di sperimentazioni a stringhe che poteva avere il formato dell’EP (tipo il non-sense di ipt-2 e IPT2, l’uno la versione remixata dell’altro). Vista la notevole complessità delle tracce, era preferibile rimanere in mano con tre EP di minima durata e con un senso: occasione quantomeno sprecata.