Brian Eno-David Byrne – My Life in the Bush of Ghosts – reissue

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

David Byrne e Brian Eno nel 1981 erano già un duo molto affiatato, avendo già dato vita a dei dischi destinati a lasciare per sempre il segno coi Talking Heads, il primo nelle vesti di cantante e autore, il secondo come produttore. I risultati di per sé furono ottimi, essendo oggi considerati sia “Fear of Music” che soprattutto il blasonato “Remain in Light” come due capolavori della musica, col loro pop/wave fuori da ogni schema ritmico mai provato finora, perfetta amalgama fra orecchiabilità catchy e ritmi esotici ancora oggi ineguagliata.
Byrne e Eno non lesinavano certo a sperimentalismi e voglia di sorprendere, ma l’ambiente dei Talking Heads, pur composto da musicisti dalla mentalità più che aperta, non era adatto a quello che era il progetto dei due intellettuali più in auge del rock. La loro miscela di rock, funk, trance, elettronica e psichedelica doveva essere pubblicata a parte, e così fu.
Concepito nel 1979 ma dato alle stampe dopo una pausa riflessiva di due anni, nel febbraio del 1981, poco dopo l’uscita di “Remain in Light” e sfruttandone in parte l’onda. Il contenuto del disco altro non è se non una versione estremizzata e ancor più fuori dagli schemi del capolavoro dei Talking Heads, una sorta di locus amoenus in cui Eno & Byrne danno libero sfogo alla loro vena sperimentale, spingendosi ben oltre i limiti della classica forma della canzone, come se l’eclettismo intellettuale di David Byrne e i suoi interessi per i ritmi afro si fossero incontrati, scontrati e finalmente fusi con la vena kraut di Eno, già reduce dalle prolifiche collaborazioni con Moebius& Roedelius e il Bowie berlinese. Il risultato non poteva che essere un successo, anche se non paragonabile a quello di un “Remain in light” che dalla sua ha sicuramente il vantaggio di un compromesso migliore fra vena sperimentale e orecchiabilità che forse è la sua vera grandezza.
Tuttavia, “My life in the Bush of Ghosts” quanto ad atmosfera ed evocatività non è affatto da meno, anzi, è con ogni probabilitàun viaggio più estremo nel mondo del ritmo riservato a pochi eletti, il quale oggi finalmente viene ripubblicto in versione completa. La versione dell’album appena ristampata dalla Virgin non è infatti la classica ristampa + bonus tracks, poiché a detta dei due artisti l’album viene finalmente pubblicato completo “a tre facciate”, passando oltre i limiti allora imposti dal formato 33 giri.
Il viaggio nel mondo del ritmo è dunque completo, a parte l’esclusione di “Qu’ran” in favore di “Very Very Hungry” senza note di spiegazione – e coi maligni che sostengono trattarsi di una mossa “politically correct” in quanto il brano originario contiene campionamenti di preghiere musulmane… – in ogni caso ci troviamo i fronte ad un’edizione appetibile sotto ogni aspetto anche per coloro che già possedessero quella vecchia, in quanto le bonus track sono una testimonianza preziosa dell’opera ineguagliata di questi due grandi artisti, che come solisti negli anni a venire avrebbero fatto vedere la loro classe solo a sprazzi.