Lou Rhodes – Beloved One

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Questa Lou Rhodes sembra invischiata nelle meccaniche arrancanti di un racconto di fantascienza sulla clonazione nelle mani di un pessimo sceneggiatore. La voce è la sua, ma dell’ormai chiuso capitolo Lamb resta veramente poco (le percussioni di “Tremble” e qualcosina d’altro). Con ‘Beloved One’ abbiamo a che fare con un tristissimo e ogni tanto noioso album di cantautorato folk.
Lei è effettivamente sempre bravissima nell’usare le sue corde vocali, ma l’album ci mette veramente poco ad entrare nel dimenticatoio, vuoi per la poca originalità, vuoi per la sua voce che non mi pare molto adatta a generi diversi dall’elettronica.
Non mancano bei brani – particolarmente la conclusiva “Why” riesce ad elevarsi rispetto al resto del lavoro grazie anche a dei bellissimi suoni d’archi e ad una base più attiva rispetto al resto del disco – ma di certo questi episodi non vanno a salvare un disco anonimo e insipido, nonostante l’ottima prestazione di Lou Rhodes.